Il Biella Rugby scende in campo con i Briganti di Librino. Il club del quartiere di Catania, nella notte tra l’11 e il 12 gennaio, ha visto la propria club house completamente distrutta da un incendio doloso di stampo mafioso.

Il mondo del rugby non è rimasto a guardare e ha lanciato numerose iniziative di solidarietà in tutta Italia in favore dei Briganti. Il Biella Rugby domenica, in occasione del match interno della prima squadra contro Lumezzane, organizzerà una raccolta fondi. Sarà possibile acquistare la maglia della prima squadra a metà prezzo e usufruire della promozione “birraperibriganti” all’interno della club house che consiste nell’acquistare 10 birre da condividere con gli amici e postare sui propri social un selfie del brindisi accompagnato dall’hashtag dedicato. Tutto il ricavato verrà devoluto ai Briganti Librino.

I BRIGANTI DI LIBRINO: UNA SOCIETA’ CHE LAVORA PER DARE DIGNITA’

A UNO DEI QUARTIERI PIU’ MALFAMATI D’ITALIA

Fondati nel 2006, i Briganti vantano 180 tesserati più almeno altrettanti affiliati al club nei progetti scolastici. Hanno un un campo, due palestre e numerose formazioni, dalla prima squadra che milita in C2 (è nel barrage per salire in C1) all’under 8 senza trascurare il settore femminile. «Una delle palestre» spiega Piero Mancuso, storico dirigente del club «sarà ora adibita a nuova club house. Non abbiamo risorse per rimettere a posto quella bruciata. Ma di certo continueremo con tutte le nostre attività più forti che mai».

I Briganti sono la realtà sportiva più importante di Librino, uno dei quartieri più poveri e pericolosi d’Italia, sullo stile di Scampia a Napoli, Tor Bella Monaca a Roma, Zen a Palermo, San Paolo a Bari, Begato a Genova, La Falchera a Torino, Quarto Oggiaro a Milano, Pilastro a Bologna e purtroppo tanti altri disseminati in tutte le più popolose città italiane. «Si tratta di una zona estremamente periferica» prosegue Mancuso, «che conta quasi 100mila abitanti ed è completamente slegata della città. Da Librino si può raggiungere Catania solo attraverso una tangenziale. Il quartiere fu costruito negli anni 70 dall’architetto giapponese Tange. L’idea era di renderlo un luogo residenziale, polifunzionale, moderno e autonomo rispetto al resto della città».

Ma è rimasta un’idea, appunto. A Librino scarseggiano le attività commerciali, gli spazi di intrattenimento per i ragazzi, i servizi, i trasporti. La disoccupazione è altissima, il disagio sociale ed economico particolarmente diffuso. «Al nostro club» conclude Mancuso «sono anche collegate la libreria del quartiere e l’attività di dopo scuola». Oltre al rugby a Librino ci sono una società di boxe, due di calcio e una di calcio a 5. E tutte, prima del lato sportivo, inseguono l’obiettivo di dare al quartiere un barlume di dignità e speranza.

Per conoscere l’attività dei Briganti, digitare su www.brigantilibrino.it

Ulteriori dettagli su “il Biellese” in edicola venerdì 26 gennaio.

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