Questo anno tremendo si è portato via anche Lorenzo Arduino. Semplicemente uno dei signori del ciclismo di casa nostra. Mite, educato, mai fuori dagli schemi, Arduino (classe 1932, avrebbe compiuto 88 anni a dicembre) dietro alla scrivania ha fatto la storia dell’Ucab Biella di cui è stato consigliere, cassiere, tesoriere, segretario, vice presidente e presidente dal 1969 al 1972 in un lasso di tempo, per quest’ultima carica, tanto breve da risultare inversamente proporzionale all’importanza che ha avuto per i colori rossoneri. Da tempo era presidente onorario, un ruolo che non ha mai smesso di esercitare attivamente.

Se ne è andato ieri, dopo qualche mese difficile ed una situazione che il maledetto Covid ha probabilmente aggravato fino alla morte. «Era un pilastro, la nostra colonna» lo ricorda con emozione vivissima il presidente ucabino Filippo Borrione.

Entrato in casa Ucab grazie ad Augusto Bider, Arduino, che abitava a Biella e ieri si è spento in ospedale dove era ricoverato da sabato, ha ricoperto la prima carica di rilievo come segretario nel 1956. La precisione, l’attenzione e la meticolosità nelle situazioni come nei conti, Arduino, che era ragioniere, le ha avute sempre – mutuate certamente dall’impiego di rilievo che ha ricoperto per anni alla Cassa di Risparmio di Vercelli e Biella – all’Ucab dove è stato uomo d’unione e di forza, di potere e di azione. È stato un padre della società: per quello che ha fatto, e per il tempo per cui lo ha fatto, dovrebbe essere accomunato ai fondatori.

Era nell’Ucab dal 1950, giovane quasi diciottenne che già era Renzo per tutti più che Lorenzo, e ancora quest’anno era attivo nei quadri societari: «Ci confrontavamo spessissimo» spiega Borrione «era sempre presente nella macchina organizzativa e anche nella gestione dei conti». Solo quest’anno, lo scorso 4 ottobre, era mancato alla sua Torino-Biella, tornata al percorso che fu. Ancora Borrione: «La sentiva sua perché l’ha vissuta fin dagli anni ’50. Era felice del ritorno al percorso con la partenza da Torino. Glielo dovevamo. L’ho visto il giorno prima della corsa, sapevo che non sarebbe potuto esserci per ragioni di salute, ma gli ho consegnato ugualmente il suo pass. Ci siamo emozionati entrambi, abbiamo pianto. È stato in qualche modo il mio saluto e il mio grazie ad Arduino».

Ucab ma non solo. Arduino, sempre nel ciclismo, è stato fiduciario provinciale della Fci nel 1997 e 1998. Legatissimo anche all’Unione nazionale dei veterani dello sport, faceva parte attivamente della sezione biellese. Presente anche con la parrocchia di San Biagio di Biella, la stessa dove oggi si celebrerà il rosario (ore 19) e domani il funerale (ore 10).

Un anno fa aveva perso l’adorata moglie Nucci, ora lascia lui, dopo che a giugno aveva partecipato brillante ai 95 anni della sua Ucab. Nel dolore per prime le figlie Silvia e Paola, i nove nipoti che amava, la sorella Piera e poi la famiglia ucabina e tutti quelli che lo conoscevano. Non può essere diversamente per un uomo serio e retto, capace di guadagnare la stima di tutti, che anche lassù in Paradiso chiederà, con educazione, permesso per entrare. E a corrergli incontro per primi certo saranno Bruno Garella e Lorenzo Rossato, due ucabini che avrebbero volentieri atteso ancora un po’ prima di riabbracciarlo. Ma questo tremendo 2020 si è portato via anche lui.

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