“Nove Colli”, ovvero 202 km di sofferenza e soddisfazione come puntualizza lo slogan della manifestazione: questo è l’ultimo traguardo in ordine di tempo conquistato dal biellese Massimo Sinigaglia, ultramaratoneta in forza al Gs Gabbi Bologna.
Gli addetti ai lavori e gli atleti la considerano tra le tre ultramaratone più dure al mondo, con i suoi 3200 metri di dislivello positivo: 9 colli da “scavallare” nell’Appennino Romagnolo con partenza e arrivo a Cesenatico.
«E’ andata alla grandissima» dice Massimo Sinigaglia, classificato al 39° posto assoluto «Dopo 6 mesi di duri allenamenti ho portato a casa questo sogno: sì perché per me questa non era una semplice corsa ma un obiettivo che da tempo volevo raggiungere. E sapere che i finisher sono solo 80 (su ben 170 iscritti, ndr) lo rende ancora più bello. Gara perfetta, senza sbavature, non ho mai perso lucidità anche se le crisi sono arrivate, come previsto, ma un “ultra” le aspetta, le supera e va sino alla fine. è stata una grande emozione tagliare il traguardo: ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato a raggiungere tutto questo, in primis mia moglie Dora che oltre a starmi vicino nei momenti più duri ha fatto un lavoro esemplare nella gestione dell’alimentazione in gara. Poi il mio allenatore Ciro, grandissimo a calcolare ogni dettaglio, e Max Pella che è sempre al mio fianco. Loro mi hanno accompagnato per 27 ore e 50 minuti senza mai mollare un attimo. E poi grazie a Magda, una grande nutrizionista, e a Pasqui, le sue mani hanno fatto miracoli».

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