Ci sono canestri su un campo di basket che possono cambiare la carriera di un giocatore, decidere il destino di una stagione e di una squadra. Ce ne sono altri (simbolici) nella vita di tutti i giorni, che possono modificare il futuro di una persona, fino a donargli una nuova vita, una seconda chance. È successo proprio in questi mesi a Federico Massone, in arte promettente e talentuoso play maker dell’Edilnol Pallacanestro Biella. Lo scorso novembre il 20enne valdostano, proprio nelle settimane in cui si stava allenando per tornare sul parquet dopo un lungo infortunio, ha ricevuto la convocazione più importante della sua vita: dall’ospedale Molinette di Torino infatti è arrivata l’attesa chiamata che, da lì a pochi giorni, l’avrebbe portato in una sala operatoria, dove i medici avrebbero prelevato dal suo corpo le cellule staminali e i globuli bianchi necessari per salvare la vita della sorella Marina, affetta da leucemia. Oggi, a cinque mesi da quelli che furono allo stesso tempo i giorni più difficili ed emozionanti della sua vita, Massone racconta la storia che ha coinvolto lui e la famiglia. Su Il Biellese in edicola domani l’intervista al play maker rossoblù (nella foto con la sorella Marina).

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