Una grande prova di carattere: la Prochimica Novarese Virtus Biella si toglie l’ennesima soddisfazione di questa stagione espugnando il campo del Lemen Volley Almenno e accedendo così alla finale che promuoverà in serie B1 la vincente.
Sabato sera sul campo delle bergamasche le nerofucsia hanno giocato con una tenacia ed una grinta da grandissima squadra bissando, anche nell’andamento, il 3-1 conquistato all’andata.
Stupisce l’apparente serenità con la quale le biellesi hanno affrontato anche questo match, merito probabilmente di uno spogliatoio unito e coeso e del lavoro fatto da tutto lo staff tecnico e dirigenziale che ha saputo dare le giuste motivazioni senza mettere inutili e dannose pressioni.
In campo nello starting-seven Mariottini in palleggio, capitan Morandi opposta, El Hajjam e Fonsati in banda, Ubezio e Bogliani al centro con Baratella libero. Nel corso dell’incontro ampio spazio a Diego, e per alcuni scambi a Piccioni e Bevilacqua.
Già nel primo set le biellesi mostrano tutta la loro forza prendendo subito il controllo della gara (9-14, time out Almenno). Le bergamasche provano a imbastire una rimonta e vanno a -2 (18-20). La Virtus non si scompone e con Bogliani mette a terra il punto dell’uno a zero sul 20-25. Con le spalle quasi contro il muro le orobiche trovano le energie giuste per riportarsi in linea di galleggiamento; il secondo set è combattuto sino al 16-13 per le padrone di casa che a quel punto sono bravissime ad allungare e a chiudere a loro volta  25-19.
La rimonta subita non scoraggia le ragazze nerofucsia che al rientro in campo piazzano subito un parziale di 1-5 e pian piano poi allungano arrivando ad un eloquente finale 16-25. Con la finale a portata di mano alla Virtus riesce tutto facile e il quarto set diventa una sorta di cavalcata trionfale: da 2-6 a 6-11 e 9-16 prima del 15-25 che fa saltare di gioia i tifosi biellesi.
Da sabato la serie finale contro l’Ostiano che ha sconfitto prima 3-2 e poi 3-0 l’Arco Riva di Trento. Si parte con pronostico 50/50 ma Biella ha dalla sua il fattore campo: prima partita ed eventuale “bella” in casa. Non è poco.

Federica Baratella e Miriam El Hajjam sono state due delle grandi protagoniste di questa doppia semifinale. Il libero biellese non sta nella pelle: «Sono felicissima, non avrei mai detto che saremmo arrivate qua: dall’inizio dell’anno abbiamo lavorato tantissimo e questo è il frutto di tanti sacrifici in palestra e dell’unione di questa squadra. Questa sera non è stata una partita facile, siamo state bravissime a non farcela scappare dopo il secondo set e a chiuderla in scioltezza. Ora lotteremo anche nelle prossime partite: sappiamo che le avversarie sono forti, ma noi ci proveremo lo stesso».
La schiacciatrice ricettrice, non ha dubbi: «L’arma vincente? La squadra. Oggi non abbiamo brillato come individualità, come era accaduto in gara 1, ma è venuta fuori tutta la coesione di questo fantastico gruppo. Sapevamo che le avversarie le avrebbero provate tutte, mostrando qualcosa in più, a tratti l’hanno fatto ma è uscita tutta la voglia di vincere della nostra squadra. Perché un secondo set sottotono? Loro hanno aumentato il livello di battuta e noi abbiamo ricevuto leggermente meno bene e non siamo più riuscite a riprenderle. Ma seppur il set stava scappando abbiamo sempre avuto la consapevolezza che dopo ci avremmo provato. Nella pausa tra il secondo e il terzo abbiamo guardato in faccia alla realtà: volevamo andare in finale e sapevamo di avere qualcosina in più di loro e siamo andate a prenderci questo fantastico risultato».
E adesso? «Ora vogliamo rivedere il PalaSarselli stracolmo di tifosi» dicono all’unisono «Vi aspettiamo sabato sera per una partita che abbiamo sognato a lungo e che ora diventerà realtà: stateci vicino che ne abbiamo davvero bisogno!».

ALMENNO-Prochimica VIRTUS 1-3
Parziali: 20-25, 25-19, 16-25, 15-25. Prochimica Novarese Virtus Biella: Mariottini 6, Morandi 15, El Hajjam 13, Fonsati 5, Ubezio 11, Bogliani 10, Diego 4, Piccioni 0, Bevilacqua 0. Libero: Baratella. Ne: Cavalieri, Peruzzo, Zecchini. All. Mucciolo, Polesel e D’Ettorre.

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