Asili nido: 100mila euro per sei Comuni nel Biellese

«Dalla Regione un aiuto concreto per sostenere le famiglie prolungando l’orario degli asili nido» hanno detto i consiglieri regionali Chiorino e Zappalà

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Più ore di apertura dei nidi comunali, senza costi aggiuntivi per le famiglie. La Regione Piemonte investe 1,48 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo per ampliare i servizi all’infanzia già a partire dall’anno educativo 2026-2027. Da Torino lo comunica una nota diffusa ieri: «Sono 77 i Comuni finanziati e 78 i progetti che consentiranno di offrire alle famiglie un servizio più flessibile e più vicino alle esigenze della vita quotidiana. I Comuni potranno scegliere, sulla base delle necessità del proprio territorio, se prolungare l’orario settimanale, aggiungere l’apertura del sabato mattina oppure garantire il servizio durante le vacanze natalizie e le altre pause didattiche, nei limiti previsti dal bando. L’ampliamento non comporterà aumenti delle tariffe per le famiglie né costi aggiuntivi per i Comuni».
«Chi ha figli piccoli sa bene quanto sia importante poter contare su un nido con orari capaci di adattarsi alle esigenze di ogni giorno. Per questo abbiamo scelto di investire 1,48 milioni di euro per permettere ai Comuni di tenere aperti i nidi più a lungo, senza chiedere alle famiglie di pagare di più» dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

Al Biellese sono stati assegnati 100mila euro. «L’assegnazione di oltre 100mila euro destinati ai Comuni del Biellese» hanno commentato i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Elena Chiorino e Davide Zappalà «per l’ampliamento degli orari dei nidi rappresenta una scelta politica chiara e coerente con la nostra visione di governo: mettere al centro le famiglie, sostenere l’occupazione femminile e rafforzare i servizi essenziali sul territorio senza gravare sulle tasche dei cittadini».
«Garantire orari flessibili e prolungati nei servizi all’infanzia» ha evidenziato ancora Elena Chiorino «significa offrire alle madri lavoratrici e ai genitori strumenti reali di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Come Fratelli d’Italia sosteniamo da sempre che il miglior incentivo alla natalità e all’autonomia delle donne sia la creazione di una rete di protezione sociale efficiente e accessibile. Investire 1,48 milioni a livello regionale, destinando oltre 100 mila euro sul nostro territorio, dimostra come la Regione sappia trasformare le risorse europee in interventi concreti e d’impatto sulla vita quotidiana delle persone».
«Per il Biellese, un territorio fatto di comunità vibranti ma anche di piccoli Comuni e realtà collinari e montane, la tenuta dei servizi all’infanzia è fondamentale» ha aggiunto Davide Zappalà. «Consentire alle amministrazioni locali, anche quelle di dimensioni minori, di potenziare l’offerta dei nidi senza costi aggiuntivi significa contrastare lo spopolamento e rendere i nostri paesi attrattivi per le giovani coppie che vogliono costruire qui il proprio futuro. È la dimostrazione di un’attenzione costante verso i territori».

La diffusione sul territorio

Per l’anno educativo 2026-2027 sono 21 i Comuni della Città metropolitana di Torino che hanno aderito alla misura, 12 nella provincia di Alessandria, 11 nel Cuneese, 11 nel Novarese e 10 nell’Astigiano. Completano il quadro 6 Comuni della provincia di Biella, 4 del Vercellese e 2 del Verbano Cusio-Ossola.

Le risorse per provincia

Alessandria: 193.522 euro
Asti: 231.357 euro
Biella: 100.464 euro
Cuneo: 290.283 euro
Novara: 141.036 euro
Torino: 376.740 euro
Verbano Cusio-Ossola: 35.742 euro
Vercelli: 111.895 euro

Le risorse per Comune nel Biellese

Occhieppo Inferiore: 11.914 euro
Graglia: 6.601 euro
Vigliano Biellese: 20.769 euro
Valdengo: 13.846 euro
Pettinengo: 20.930 euro
Biella: 26.404 euro

La misura si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più significative. Dal 2021 al 2026 la Regione Piemonte ha destinato complessivamente circa 9 milioni di euro all’ampliamento degli orari dei servizi per l’infanzia, coinvolgendo circa 3.000 bambini. Nel complesso sono stati più di 350 i Comuni piemontesi destinatari dei contributi e circa 430 i plessi interessati, a conferma di una misura ormai diffusa sull’intero territorio regionale e capace di rispondere a un bisogno concreto delle famiglie.

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