Biella, raccolta rifiuti: la differenziata al 78,5%. È il 2° miglior dato dei capoluoghi del Piemonte

Durante gli scorsi giorni la giunta del Comune di Biella ha approvato il Piano economico finanziario 2019 della raccolta dei rifiuti, che si chiude per la città con un bilancio consuntivo di 8,7 milioni di euro (8.757.038 il dato definitivo) da coprire con la tariffa puntuale (Tarip). Con una percentuale della raccolta differenziata che al termine dello scorso anno si assesta al 78,5%. Secondo i dati diffusi nella giornata di ieri dalla Regione Piemonte la percentuale di Biella si assesta al secondo posto tra i capoluoghi piemontesi, alle spalle solamente di Verbania che registra l’81,8%.
Interessati alla Tarip risultano 21.688 nuclei familiari e 3.392 utenze non domestiche. Ma quanto costa ai biellesi, esclusi i costi comuni di gestione del servizio (tra cui oneri di tariffazione, gestione ordinaria discariche, acquisizione materiali), la raccolta, il trattamento e lo smaltimento o recupero dei singoli rifiuti?
«Attraverso i dati diffusi dall’Ufficio Ambiente della Città di Biella, si è andati ad analizzare il costo vivo per ogni tipo di rifiuto. E da quanto emerge a incidere maggiormente sul bilancio è la voce Rsu, ovvero il rifiuto indifferenziato, che fa registrare un costo totale di 1.830.495 euro derivanti da una spesa di 569.675 per il trattamento e smaltimento e una spesa di 1.260.820 per la raccolta in carico a Seab. L’altra voce imponente è quella del servizio di spazzamento con 1.486.602 euro destinati alla Seab e 66.977 euro per il conferimento. Gli altri costi vedono: per l’organico 968.504 euro, per gli ingombranti 322.211 euro, per la raccolta del verde domiciliare 130.665 euro. Mentre per la carta, plastica e vetro, grazie ai contributi dei consorzi di filiera, i costi sono sempre meno impattanti. Per carta/cartone e plastica si generano i seguenti introiti dal recupero: +145.656 dalla carta/cartone e +179.217 euro per la plastica. Importi che vanno ad abbattere i costi di raccolta per il seguente totale a consuntivo di spesa: 525.537 euro per la carta e 254.913 euro per la plastica. Il costo complessivo della raccolta e recupero vetro tra utenze domestiche e grandi utenze (bar, ristoranti, etc) è di 117.354 euro» fa sapere una nota di Palazzo Oropa.
«Da quanto emerge dai dati in nostro possesso – spiega l’assessore all’Ambiente Davide Zappalà – le performance dove è necessario migliorare è nel rifiuto indifferenziato. Bisogna sensibilizzare la cittadinanza sul fatto di eliminare definitivamente dall’indifferenziato qualsiasi tipo di rifiuto di carta, plastica e vetro perché se smaltiti correttamente comportano un guadagno. Mentre per l’organico c’è una sensibile riduzione di costi. Il Comune paga annualmente 322 mila euro per rendere gratuito il servizio di raccolta degli ingombranti, per questo, quando qualcuno abbandona un mobile, non solo dimostra scarso senso civico ma soprattutto ignoranza perché è un servizio che potrebbe avere direttamente a casa senza costi aggiuntivi».
L’obiettivo che si pone l’amministrazione di Biella è quello di provare ad abbattere quella quota di 1,8 milioni di euro alla voce Rsu che tanto ancora incide sul bilancio della raccolta dei rifiuti. «Stiamo valutando di introdurre delle novità – spiega l’assessore all’Ambiente Davide Zappalà -, ma il fatto che la Regione Piemonte ci classifica al secondo posto tra i capoluoghi piemontesi ci spinge a dire che stiamo andando nella giusta direzione. Anche se sul tema dei rifiuti abbiamo tante battaglie da giocare, a partire dal dare una continuità a Seab».
Va ricordato che la Tarip è determinata da una quota fissa (calcolata in base al numero di componenti del nucleo familiare) e una parte variabile calcolata nel caso di mono utenza in base al numero di svuotamenti del contenitore dell’indifferenziato e nel caso di pluri utenza (condomini) in base al peso dei rifiuti indifferenziati prodotti suddivisi tra gli abitanti.

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