Cinque nuove pietre d’inciampo per ricordare la Shoah

Iniziative e interventi in occasione della Giornata della Memoria

Biella

Cinque nuove pietre d’inciampo, poste davanti alla sinagoga al Piazzo in vicolo del Bellone. Saranno posizionate a breve, dedicate a cinque ebrei biellesi uccisi dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Quattro di loro morirono nei lager e il loro nome riecheggia anche nella lapide posta sempre in vicolo del Bellone: si parla di Giuseppe Weinberg, Salomone Tedeschi, Ada Vitale Ovazza ed Elvira Vitale Ovazza. Il quinto, Emanuele Segre, come ricorda la presidente della Comunità ebraica di Novara, Vercelli, Biella e Vco Rossella Treves, è una vicenda inedita. «Ho parlato con Emilio Jona» ha detto la donna nel corso della conferenza stampa per la Giornata della Memoria che si è tenuta questa mattina a Palazzo Gromo Losa. «E mi ha detto che lavorava nello studio di avvocato di suo padre. Scappò dai nazifascisti e andò a Roma. Poi cercò di spingersi ancora più a Sud, forse per provare a fuggire dall’Italia. Ma fu riconosciuto dai nazisti in treno e ucciso».

Il referente biellese della comunità, Eitan Greppi, ha invece fatto un discorso più generale: «Dopo la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz del 27 gennaio 1945 si pensava che l’antisemitismo fosse finito. Invece già solo pochi mesi dopo diversi ebrei furono trucidati al loro rientro in patri in Polonia, Ungheria e Romania. In questi 81 anni l’antisemitismo non è mai sparito. Anzi: dopo il 7 ottobre 2023 è ulteriormente cresciuto e lo provano i numeri. La mia speranza è che potremo trovarci qui l’anno prossimo e constatare che la situazione è migliorata, perché gli ebrei pensano sempre positivo e ripetono sovente un’espressione che è Ye Tov, andrà bene».

Nel corso della giornata, che ha visto anche la premiazione degli studenti del concorso “Shoah: memoria e futuro” voluto da Fondazione CrB e Provincia di Biella, con il presidente della Fondazione Michele Colombo e Riccardo Lunardon della Provincia a consegnare ai giovani i premi, si sono succeduti numerosi interventi.

Enrico Pagano, direttore dell’Istituto storico della resistenza, ha ricordato che «la Shoah non è un fenomeno slegato dalla storia», mentre il vescovo di Biella Roberto Farinella si è stretto «intorno al popolo ebraico che ha conosciuto l’abisso della discriminazione e dello sterminio». È stato letto anche un messaggio del ministro Gilberto Pichetto Fratin, che ha evidenziato come ricordare la Shoah sia «un impegno morale delle generazioni presenti e future». Cristina Lanini, viceprefetta vicaria, è tornata invece al concetto che «l’antisemitismo è una piaga che è sopravvissuta alla Shoah, pur con forme e declinazioni diverse rispetto al passato».

Alla giornata erano presenti anche numerose autorità: la vicepresidente della Regione Elena Chiorino, il consigliere regionale Davide Zappalà, il sindaco Marzio Olivero, il questore Delia Bucarelli, il comandante dei carabinieri Marco Giacometti, quello dei vigili del fuoco Fabio Callegari e della Finanza Stefano Lampone.

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