Comincia l’Adunata, tra i primi l’Alpino di Viterbo

Arriva da lontano l’ospite che si è accampato in via Carso a Biella. Il suo messaggio: «Sopportateci»

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«Sopportateci» dice Mario Carlaccini, uno dei primi Alpini arrivati in città per l’Adunata, ma anche uno di coloro che hanno percorso più strada. La sua casa è in provincia di Viterbo, «sui monti Cimini, che sono Appennini» racconta. «Ma fino a domenica sera sono qui». Cioè in una tenda (per ora) solitaria montata nei giardini di via Carso. Nella “veranda” fronte marciapiede c’è il tavolino per il pranzo: pasta e fagioli preparata sul fornelletto a gas e vino rosso. «Sono del nono scaglione 1981 Mondovì» declama con orgoglio. «Ho iniziato il servizio militare a Cuneo, poi siamo stati trasferiti alla caserma Cadorna di Bolzano». Ricorda la data del congedo, 1 settembre 1982, «pochi mesi dopo la vittoria dei Mondiali di calcio, con il presidente Pertini e Bearzot». Sorride e si prepara alla festa: «Adunate? Ne ho fatte meno di quanto avrei voluto». Ai biellesi chiede un po’ di pazienza e promette di ricambiare con quattro chiacchiere e buonumore.

Poco lontano, in un angolo all’ombra del parcheggio della stazione San Paolo, un gruppo arrivato dalla Valcamonica sta montando una vera e propria area attrezzata: lo spazio per passare la notte, la doccia da campo, la cucina. «E qui» scherza uno di loro «c’è l’orfanotrofio», ovvero un tendone in allestimento con tavolate e panche, dove fare festa sera dopo sera.

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