Cossato, in tanti per l'ultimo saluto a Sergio Sassi. Foto

Foto Giuliano Fighera.

Tanta gente oggi a Cossato ai funerali di Sergio Sassi. A ricordarlo ancora una volta è stato Wilmer Ronzani con questo lungo messaggio.«Ciao Sergio!Caro Sergio tocca a me portarti l'ultimo saluto delle compagne e dei compagni della Fondazione Biella Domani, delle compagne e dei compagni con cui in questi anni hai condiviso l'impegno nella sinistra, nel Pci, nel pds, nei ds, nel Pd e, infine in Art.1; delle compagne e dei compagni con cui hai condiviso importanti responsabilità nelle Amministrazioni e in alcuni Enti , qui a Cossato e nel Biellese, e delle tante persone che oggi si sono raccolte in questa piazza per salutarti per l'ultima volta e stringersi attorno alla Tua famiglia.Io sono onorato di avere avuto con Sergio un rapporto "speciale" che si è snodato e consolidato nel corso di questi 50 anni. Inizialmente è stato un rapporto politico, nato dalla comune militanza nel pci, che via via e' diventato anche un grande rapporto umano, di amicizia e di fratellanza ; di quelli che finiscono per segnare in positivo la vita di ciascuno di noi e che si rivelano decisivi quanto si è chiamati a fare i conti con i problemi, le difficoltà, gli imprevisti, anche drammatici, che essa ci riserva.I nostri primi incontri risalgono all'inizio degli anni 70. Sergio era il piu giovane Assessore della giunta Abate, uno dei più amati sindaci di questa città che ancora oggi viene ricordato per la onestà e la sua capacità di stare in mezzo alla gente e di interpretarne i bisogni e le aspettative. Io un giovane funzionario di partito.La sua bussola è sempre stata la Costituzione Repubblicana. I suoi valori di riferimento quelli dell'antifascismo.Suo padre Luciano,partigiano, al quale con l'avanzare degli anni Sergio ha assomigliato sempre di più, lo aveva educato ai valori della democrazia, delle libertà e della giustizia sociale e a considerare essenziale il ruolo delle istituzioni democratiche, nate dalla Resistenza.Per Sergio, come per molti di noi, il Pci non è stato soltanto una straordinaria comunità di donne e di uomini, ma anche una grande scuola di formazione culturale e di crescita individuale e collettiva. Il Pci non ha solo dato un contributo decisivo alla Liberazione del Paese e al suo riscatto morale, contribuito alla ricostruzione economica e morale del Paese e difeso le ragioni di chi occupava i gradini più bassi della scala sociale, contribuendo al loro riscatto sociale.Ma ha anche saputo formare e selezionare una classe dirigente a tutti i livelli di cui Sergio è stato un esempio; una classe dirigente che e' venuta assumendo posti di responsabilità sia all'interno del Partito che delle istituzioni, che non si è mai arresa e che non ha mai ammainato la bandiera del rinnovamento.Sergio appartiene ad un generazione che ha contribuito al rinnovamento delle idee della sinistra; una sinistra non dogmatica che oggi è chiamata a misurarsi con le sfide inedite del XXI° secolo e che proprio per questo deve saper esprimere un nuovo pensiero, una nuova visione e un nuovo governo mondiale per porre fine a diseguaglianze inammissibili e a inverare i principi della pace, della convivenza e della solidarietà tra i popoli. In uno dei nostri ultimi incontri, l'ultimo è avvenuto ieri pochi minuti prima che morisse, abbiamo discusso della aggressione russa alla Ucraina e Sergio si diceva dispiaciuto di non poter partecipare alla manifestazione per fermare la guerra che si è svolta a Biella.La politica, quella con la P maiuscola, è stata per Sergio una grande passione, una ragione di vita.In questi ultimi tempi il suo principale assillo è stato come riuscire a trasmettere il sapere, la conoscenza, la memoria storica e la nostra esperienza politica alle giovani generazioni per impedire che le tragedie del 900 si possano ripetere e come contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente che sappia contribuire al rinnovamento e ad un maggiore radicamento della sinistra.Si spiegano così la passione, l'impegno e l'entusiasmo con cui si era dedicato alla Fondazione Biella Domani che egli ha sempre concepito come uno strumento per favorire il confronto delle idee e per diffondere la consapevolezza che non esistono risposte facili a problemi complessi e di come queste richiedano un grande sforzo di ricerca, il coraggio di mettere in discussione vecchie certezze e a esplorare strade nuove, senza mai smarrire però i nostri valori e i nostri ideali di fondo.In questi anni di lavoro insieme tutti noi abbiamo apprezzato il suo rigore morale , il suo equilibrio, la sua serietà, l'attitudine al confronto e il suo modo pacato di ragionare e il suo impegno a far diventare la Fondazione Biella Domani un soggetto culturale che è venuto via crescendo nella considerazione dei cittadini Biellesi. E anche quando le sue condizioni di salute sono peggiorate ha continuato a dedicarsi alla Fondazione che aveva contribuito a fondare con la passione e la puntigliosita' di sempre, telefonandoci o incontrandoci per avere notizie e proporci suggerimenti o nuove iniziative.Sergio è stato un galantuomo, per certi versi è stato un uomo di altri tempi con un forte senso del dovere e un grande rispetto per le posizioni dei suoi interlocutori. Discreto, per nulla incline al pettegolezzo, leale nei confronti degli amici e degli avversari.Non ricordo una sola discussione in cui lui abbia alzato la voce non solo perché questo non faceva parte del suo modo di essere e di fare , ma perché ha sempre criticato la politica che si fonda sullo sberleffo, sull'insulto, sulla sparata demagogica anziché sul confronto delle idee, recependo come ci ha insegnato Antonio Gramsci, "il nucleo di verità che esiste anche nelle posizioni dei nostri avversari".Ciao Sergio amico e compagno carissimo.Mi mancheranno il tuo equilibrio nell'affrontare le questioni più spinose, le Tue telefonate quotidiane con le quali ci scambiavano le opinioni sulle vicende della politica, sulla Fondazione, sui fatti locali, sui nostri problemi personali e famigliari. Mi mancheranno le tue risate.In queste ore, mentre riavvolgevo il nastro in cui sono registrati i nostri rapporti personali, mi sono ricordato di quando nella camera d'albergo durante un Congresso Nazionale del Pci, dopo aver fatto come sempre le ore piccole a discutere e prima di addormentarci, mi hai raccontato di quanto ti avesse cambiato la vita, ridefinendo le priorità, la nascita di Camila e lo stesso entusiasmo e la stessa emozione trasparivano quando mi parlavi dei tuoi due nipoti.Mancherai ad Angelica che ti è stata accanto fino all'ultimo e che ha saputo incoraggiarti e rassicurati nei momenti scoramento; mancherai a Camilla e mancherai moltissimo a Giulio e a Luciano che hanno avuto e avranno in te un esempio di vita.Mancherai a tutti noi. Addio per sempre amico carissimo».

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