«Costruiremo il cambiamento»: intervista a Ermanno Rondi, nuovo presidente di Città Studi

Ingegnere, imprenditore e presidente, con il pallino per la formazione. L’elezione di Ermanno Rondi apre una nuova era a Città studi con l’ambizione, soprattutto,  di liberare le energie e i saperi che circolano fra i  muri, le aule e i laboratori del polo alle porte della città. Quell’energia che dovrà contribuire a dare forma al futuro del territorio biellese in un orizzonte temporale di 10 anni.
«In questo momento quello che dobbiamo fare è una  fotografia oggettiva di cosa c’è all’interno di questo contenitore» spiega Rondi. «Il consiglio è formato da figure nuove quindi la riflessione spazierà dai costi e dalla situazione dei singoli corsi fino al numero degli iscritti. Oggi parlare di formazione vuole dire ragionare sulle prospettive, sulle aspettative dei ragazzi e sui loro fabbisogni.  Sarà fondamentale essere coerenti con ciò che esprime il territorio, essere attrattivi e soprattutto garantire l’occupabilità delle offerte formative che mettiamo in campo».
L’esperienza di Ermanno Rondi, classe 1953, laurea al Politecnico di Torino, parte da Incas (società che si occupa di automazione industriale nel settore della supply chain oggi entrata nel Gruppo Ssi Schafer), di cui è stato uno dei fondatori; prosegue con la presidenza di Acimit dal 1996 al 2000, dell’Unione Industriale dal 2001 al 2007, e con più ruoli all’interno di Confindustria; si completa infine con consulenze per lo sviluppo di importanti progetti a livello nazionale. Un bagaglio pesante dal quale attingere per far crescere anche il complesso disegnato da Gae Aulenti.
«L’esperienza di Incas gestita e sviluppata con tutti i miei collaboratori ha arricchito la mia vita, ancora oggi le professionalità particolari richieste dall’automazione logistica, sono tipologie non usuali per il Biellese ma che possono dare molto. In Unione Industriale, in Acimit e in Confindustria mi hanno consentito di vedere il mondo sotto una luce diversa, di intercettare prospettive nuove e di prevedere il cambiamento, con un approccio più articolato rispetto alla gestione di una pmi come Incas di 250 persone e 80 milioni di fatturato. Quando si è piccoli si rischia infatti di rimare vincolati al proprio settore. Coniugare questo percorso con l’’aspetto education è fondamentale per costruire il cambiamento in generale e sul proprio territorio in particolare. L’ingegnere è invece un difetto che mi porto dietro da tutta la vita» sorride il presidente.
Già consigliere all’interno di Città Studi e docente dell’Its Tam, Rondi con il suo mandato ha «l’ambizione di contribuire allo sviluppo economico e della comunità in modo innovativo, inclusivo e sostenibile. La collaborazione con le Istituzioni e il distretto saranno essenziali nel definire le linee programmatiche, rimanendo al contempo accanto ai cittadini, alle imprese e alle loro rappresentanze per creare di percorsi formativi che diano basi e competenze per garantire efficaci progetti di vita per i giovani, accompagnati da una divulgazione pratica dei trend e delle conoscenze dell’evoluzione tecnologica».
Conclude: «La proposta della presidenza è giunta quasi inaspettata. Dopo avere avuto un’estate impegnativa dal punto di vista lavorativo, la mia elezione è avvenuta in  “contumacia” durante  una settimana di vacanza. Ora il consiglio è stato formato. Ho certamente chiaro il percorso ma questo passa attraverso riflessioni, condivisioni e temi nuovi che spaziano dall’intelligenza artificiale ai modelli organizzativi che oggi sono molto diversi rispetto al passato, dalla ricerca all’economia circolare e sostenibile che cambieranno il mondo del tessile. In consiglio individueremo i trend importanti per costruire il nostro cammino. Città Studi deve diventare un campus di servizi formativi per lo sviluppo del Territorio».

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