Emergenza Coronavirus, appello dei sindacati: «Rafforzare il personale delle Rsa per scongiurare il peggio»

Garantire l’utilizzo di tutte le risorse disponibili e abbattere tutti gli ostacoli burocratici che possano ostacolare il potenziamento delle Rsa. E’ quanto chiedono Cgil Vercelli Valsesia - Fp Cgil Vercelli Valsesia  - Spi Cgil Vercelli Valsesia alle Istituzioni.
«Sono già tre le strutture per anziani che, nel Vercellese, avrebbero ospiti e personale positivi al Covid-19. Siamo di fronte a una seconda ondata che torna a preoccupare, dopo una prima che - proprio nelle RSA e nelle Case di Riposo - ha visto, nella nostra provincia, numerosi focolai e purtroppo molti decessi. Gli anziani sono la categoria più a rischio in questo contesto pandemico e la Cgil, insieme alle categorie dei Pensionati e della Funzione Pubblica, da tempo chiede il mantenimento unito a un rafforzamento della forza lavoro operante nelle Rsa, nonché un potenziamento e una riqualificazione dei servizi domiciliari, residenziali (e semi-residenziali) per gli anziani, per i cittadini non autosufficienti e per i disabili, accelerando l’applicazione di tutte le norme in materia. Pur apprezzando il lavoro svolto e gli sforzi fatti finora da tutti i soggetti coinvolti,  rivolgiamo un appello alle istituzioni: a partire dalla Regione Piemonte, perché siamo chiamati a porre in essere la verifica, il riordino e, se necessario, il rafforzamento delle nostre Rsa e case di riposo in provincia. A fine settembre, l’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, ha stimato che le Rsa possono assicurare copertura medica infermieristica solo per 30 minuti al giorno: una situazione insostenibile, date le condizioni attuali. Non possiamo farci trovare impreparati ancora una volta. Non possiamo abbandonare le strutture al loro triste destino. Occorre, invece, fare subito e bene, un piano straordinario di investimenti a sostegno dell’intero settore se vogliamo essere in grado di dare una risposta a un eventuale aumento del numero di infezioni da Sars-Cov-2 nella stagione invernale alle porte. Nella nostra provincia occorre ripensare, prima possibile, le Rsa: ovvero creare nuove strutture idonee, dove i pazienti Rsa Covid positivi possano essere spostati per ricevere l’assistenza specializzata, ad esempio seguendo un modello già adottato con buoni risultati nella Provincia autonoma di Trento. L’altissimo tasso di mortalità verificatosi nelle Rsa richiede uno sforzo straordinario affinché non si ripetano gli errori dei mesi scorsi. Le istituzioni devono garantire alle Residenze per anziani le risorse necessarie perché si possa provvedere con efficacia alla tutela dei loro fragili ospiti. Per questo, il nostro appello si rivolge a tutte le istituzioni, dalla Regione Piemonte fino a sindaci di ogni singolo Comune per garantire - e con urgenza - l’utilizzo di tutte le risorse e le soluzioni disponibili, onde evitare meri ostacoli burocratici, che si possono però rivelare letali per la vita dei soggetti interessati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA