L’addio a Enzo Bianchi: fu il fondatore di Bose

Morto a 83 anni in ospedale il monaco laico che nel 1963 creò la comunità di Magnano. I funerali nel suo paese natale

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Sarà la chiesa parrocchiale di Castel Boglione, il paese astigiano in cui era nato, ad accogliere la salma di Enzo Bianchi, il fondatore della comunità di Bose nel Biellese, per i funerali che si celebreranno giovedì 3 settembre. Bianchi aveva scelto quel luogo, sulle colline di Magnano, nel 1965, per dare vita a un centro di spiritualità e comunione, da cui si era allontanato da qualche anno, a causa di contrasti in seno alla comunità stessa, culminati con la richiesta della Santa Sede di allontanarsene. Negli ultimi mesi c’erano stati segnali di riconciliazione, rivelati insieme alla notizia della sua morte dall’attuale priore Sabino Chialà: «Custodiamo, come un dono prezioso, il desiderio che ora si realizza nelle mani di Dio, che solo conosce il cuore di ciascuno». Quel desiderio, di un incontro che appianasse ogni precedente dissidio, non si è potuto realizzare per le precarie condizioni di salute di Bianchi, che è morto all’ospedale torinese delle Molinette all’età di 83 anni.

Monaco laico, biblista, saggista e predicatore, era una voce autorevole nel mondo cristiano, autore di libri e corsivista per i quotidiani nazionali. Sarà allestita una camera ardente nella Fraternità monastica Casa della Madia che aveva fondato ad Albiano d’Ivrea dopo aver lasciato Bose. Alle 21 di martedì, nella chiesa della Fraternità, è in programma anche una veglia di preghiera.

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