Liceo Cossatese e Vallestrona: studenti di 3ª e 5ª a Roma con Amnesty International

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Why ? Perchè ? E' la domanda che si sono fatti tanti, troppi bambini vittime loro malgrado della seconda guerra mondiale. Ed è, purtroppo, la stessa domanda che 80 anni dopo si fanno i piccoli che stanno subendo più di tutti le conseguenze dei tanti conflitti in atto nel Mondo, primo tra tutti quello in Ucraina.Proprio venerdì scorso, 24 febbraio, sono state tante le manifestazioni organizzate per ricordare l'anniversario dall'inizio dell'invasione Russa. Come a Roma, dove dove il Goethe-Institut, in collaborazione con Amnesty International Italia, ha invitato tre scuole italiane che hanno partecipato all'iniziativa, tra le quali le classi terza e quinta H indirizzo scienze umane del Liceo Cossatese e Vallestrona, rappresentate dalle studentesse Alice Bocchio Ramazzio e Bassma Karkoury, accompagnate dalla docente Sonia Benna. L'istituto superiore biellese è inserito nella rete delle Scuole amiche dei diritti umani dall'anno scolastico 2020/2021, unico in provincia di Biella e uno dei tre del Piemonte a potersi fregiare di questo titolo.Si è trattato dell'atto conclusivo del progetto denominato "La crociata dei bambini", realizzato in collaborazione con Amnesty International, il Movimento globale di persone che lavorano per promuovere e difendere i diritti ovunque nel mondo, in modo indipendente dai governi, da qualsiasi ideologia politica, interesse economico o credo religioso.Spiega la docente Sonia Benna, che ha lavorato al progetto con il supporto delle colleghe Ivon falcone e Alessandra Guglielmo: «L'obiettivo è sensibilizzare gli studenti alla tematica delle guerre, aiutandoli a sviluppare un pensiero critico sul tema, a empatizzare maggiormente con le persone coinvolte dalle tragedie raccontate dai media. Nei primi mesi di questo anno scolastico i ragazzi hanno affrontato una fase di formazione, un percorso durante il quale hanno conosciuto Riccardo Noury, portavoce ufficiale di Amnesty International Italia, Emilia Astori, educatrice ai diritti umani, Daniela Almansi, traduttrice del libro "La crociata dei bambini" e infine Flavia Citton e Chiara Pacifici, responsabili dell’ufficio Educazione e Formazione Amnesty International. Al centro del progetto c’è appunto il libro intitolato “La crociata dei bambini”, ispirato ad un’opera di Bertolt Brecht: è una poesia composta nel 1941, durante la seconda la guerra mondiale, per raccontare la fuga dei bambini dalla Polonia invasa dai soldati. Alla luce dei recenti avvenimenti, sono versi che risultano quantomai attuali».Facendo tesoro di quanto appreso nei mesi di formazione, gli studenti hanno progettato interventi di sensibilizzazione nelle scuole secondarie di primo grado, come parte del PCTO, ex alternzanza scuola-lavoro.«Grazie alla disponibilità della dirigente Ilaria Sereno e delle docenti Yvonne Falcone e Alessandra Guglielmo siamo stati ospiti della scuola media Leonardo Da Vinci dell'istituto comprensivo di Cossato» ricorda la docente. «I nostri studenti hanno vestito i panni dei formatori, incontrando i ragazzi più giovani delle classi seconda e terza A. Gli interventi sono iniziati con la lettura e l’interpretazione del testo di Brecht, lo spunto dal quale si è attivato un momento di riflessione comune, uno spazio in cui lo sguardo sulla storia passata ci auguriamo abbia acceso il desiderio di un cambiamento e rafforzato i sentimenti di empatia. Al di là dell'importanza del tema, i ragazzi hanno avuto la possibilità di sviluppare la capacità di lavorare in gruppo, migliorando quella di progettare e relazionarsi con gli altri, con un grande ambizioso obiettivo: cambiare le cose modificando lo sguardo delle persone sugli eventi e quindi rendere possibile che oggi la storia abbia un finale diverso, perché oggi si può ancora fare quello che per i bambini del 1939 non è stato fatto».A Roma gli studenti biellesi hanno presentato anche la parte finale del progetto: «I ragazzi hanno realizzato volti e visi» conclude la referente del liceo Cossatese «con i quali l'illustratrice Carme Solè Vendrel creerà un grande murales. Ogni volto è stato autografato e con il proprio nome e la scritta Why ?».Una domanda che oggi, come 80 anni fa, non bisogna smettere di porsi.

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