Mercato, le altre proposte alternative al trasloco
Il Movimento 5 Stelle e un cittadino, di professione designer, raccolgono l’appello del sindaco e dicono la loro
Lettura 2 min.L’appello del sindaco Marzio Olivero a proporre alternative al trasloco del mercato in centro non è rimasto inascoltato. E se l’idea della Lega ha già avuto una sua risposta immediata e negativa, ce ne sono due che aspettano ancora una reazione. Una è politica, frutto del Movimento 5 Stelle, l’altra di un designer biellese laureato al Politecnico di Torino, che ha ragionato da semplice cittadino, benché esperto in materia.
La proposta del M5S
Un mercato in centro ci vorrebbe, ma non quello di piazza Falcone. Nello spazio al coperto nell’ex Standa vuota da anni il Movimento 5 Stelle immagina «i produttori biologici e i piccoli produttori biellesi e piemontesi», come dice Giuseppe Paschetto, coordinatore provinciale. «Questo sarebbe il modo per sostituire a quelle desolate vetrine vuote e abbandonate in pieno centro una iniziativa mercatale specifica, locale e di qualità. Ora invece la desolazione di quei portici allontana invece di avvicinare la gente. È un pessimo biglietto da visita per l’ingresso del centro cittadino». L’ostacolo principale? L’area andrebbe acquistata, e non costa poco, e poi rimessa a nuova, Il secondo strumento di rivitalizzazione del centro immaginato da Paschetto prevede la rimozione delle auto e del relativo traffico dalla carreggiata nord di via La Marmora, un’idea già presente nel cosiddetto “progetto Decumano” che sta studiando, anche con raccolta di dati e con l’aiuto del Politecnico di Torino, un collegamento ciclopedonale tra la stazione San Paolo e Città Studi. «Depavimentando e alberando la strada fino all’incrocio con via Garibaldi» dice Paschetto «avremo nuovo verde al posto dell’asfalto e gli spazi pedonali sarebbero un motivo in più per venire in centro». Quanto alle auto, via Delleani diventerebbe l’alternativa in direzione ovest. Partendo da un progetto pilota di successo a Varese, la terza proposta è di istituzionalizzare la spesa usando propri contenitori per frutta e verdura. Come? Promuovendo l’uso di scatole, buste e retine da usare e riusare. Secondo il portavoce M5S «i cittadini sono sempre più sensibili alla riduzione a monte dei rifiuti».
L’idea del designer
Marco Ravina è un designer industriale laureatosi al Politecnico di Torino che ha inviato a Palazzo Oropa la sua idea per rivitalizzare il centro e, insieme, sostenere anche piazza Falcone. Da quest’ultima, secondo il suo piano, gli ambulanti non se ne devono andare. Anzi, dovrebbero collocarsi in una piazza riqualificata «attraverso un sistema di coperture permanenti, aperte e di qualità architettonica. La struttura consentirebbe di migliorare le condizioni di utilizzo del mercato offrendo maggiore protezione dalle condizioni meteorologiche». Non solo: nei quattro giorni della settimana senza i banchi di abbigliamento e alimentari, «la nuova infrastruttura potrebbe ospitare fiere, manifestazioni culturali ed eventi oltre a mercati tematici periodici». E in centro? Ravina parte da una considerazione cruda e amara: «La progressiva desertificazione commerciale di via Italia è un fenomeno strutturale e difficilmente può essere affrontato attraverso flussi presenti nelle sole mattine di mercato». Per riempire gli spazi vuoti, secondo il designer biellese, si potrebbe guardare ad attività di altro genere: «L’idea» dice «è sfruttare i locali oggi inutilizzati come infrastruttura diffusa per riportare produzione e attività economica permanente, favorendo l’insediamento di laboratori, atelier e botteghe dedicate all’alto artigianato, al design e alla creatività contemporanea». Sarebbe anche una carezza a quel titolo di Biella città creativa Unesco: «Tessile e moda, sartoria, ceramica, legno, metallo, gioiello, restauro, arti applicate, design, grafica e autoproduzione potrebbero convivere in un distretto coerente con l’identità manifatturiera di Biella». Gli esempi da imitare non mancano: «A Firenze nel 2026 è entrato nella fase operativa il polo artigiano di via Guelfa: fondi del centro storico destinati a laboratori artigiani selezionati, con canoni calmierati e l’obiettivo di riportare attività produttive stabili nel centro urbano». Marco Ravina propone anche un “patto per i locali sfitti”, a base di incentivi e sostegni nei limiti della legge.
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