Montagna e arte, la musica dell’Elvo ispira il nuovo Jazz

«The Wrammers? In realtà è un suono, una parola onomatopeica che vuole raccontare il nostro gesto propiziatorio che facciamo all’inizio di ogni concerto invitando il pubblico a  fare altrettanto» dice Oscar Doglio Sanchez che è un po’ il portavoce di un quartetto d’archi - un violoncello, due violini e una viola -  atipico. Atipico perché i quattro musicisti fanno jazz ed il jazz lo si associa più facilmente ai fiati; atipico perché dell’arte dell’improvvisazione i The Wrammers hanno fatto il loro biglietto da visita; e atipico perché, se negli altri paesi europei dove la cultura musicale è più sviluppata fare dell’autoironia da parte di professionisti della musica colta non è una novità e trovi i maestri dei Wiener o dei Berliner suonare anche in complessi rock-pop e jazz, in italia questa è una piacevolissima sorpresa.  L’età media dei The Wrammers è di 25 anni e tra i loro obiettivi ne hanno uno molto ambizioso: trasmettere la passione per la musica, anche quella classica, ai più giovani. E questo lo si fa parlando un linguaggio contemporaneo e attuale. L'ensemble è nato a Torino nel 2016, durante gli anni del Torino Jazz Festival. Nell'ultima edizione, l'orchestra d'archi aveva collaborato alla realizzazione del progetto dedicato al celebre chitarrista Django Reinhardt. Il gusto per la fusione di sonorità ricercate dal carattere sinfonico e al contempo virtuosismi ed improvvisazioni crearono, in quell'occasione, una novità assoluta nel panorama musicale europeo. Il gesto con cui i The Wrammers incitano il loro pubblico è il braccio destro piegato, il pugno chiuso ed i tendini tirati. E un’immagine che ha del guerresco. «Vuole trasmettere energia e forza» dice Doglio Sanchez. Lui è  maestro di violoncello. Doglio è un cognome tipicamente piemontese mentre Sanchez tradisce una ascendenza spagnola. L’anima latina forse è quella che lo ha spinto a dedicarsi alla musica. Diploma al conservatorio, collaborazioni in importanti orchestre e formazioni classiche, Doglio insegna musica e tra i suoi allievi c’è un biellese. E’ Marco Roggero, topografo al Politecnico, appassionato di montagna, esperto in riprese foto-video anche con il drone.  Roggero vive a Sordevolo. L’identità territoriale dei The Wrammers è forte. Doglio Sanchez è di Pinerolo, come anche Matteo Mandurrino al violino.  Paolo Chiesa, anche lui violinista, è di Torino mentre Ruggero Mastrolorenzi, alla viola, è di Aosta. Per tutti la montagna è qualcosa più di uno sfondo. «E’ silenzio ma è anche spazio. Quando ci si deve  concentrare è un luogo eccezionale: quale differenza tra un’aula del conservatorio o la stanza di casa!» dice Mandurrino. «La montagna è anche sonorità, fonte di ispirazione» aggiunge Chiesa. A dimostrazione del’affermazione del violinista è il secondo video che hanno registrato proprio martedì  scorso sulle rive del torrente Elvo. «L’acqua che torna a scorrere ingrossando via via il torrente è una promessa di primavera e questo abbiamo voluto raccontare nella clip» spiegano i quattro con il regista. Il brano suonato nel video è una loro composizione originale. «E’ il frutto di un confronto tra noi e il titolo non poteva che essere “Quartamente”». Fa parte di una suite contenuta nel primo album in uscita nel prossimo autunno. Il video invece verrà pubblicato sulla loro pagina Facebook dopo Pasqua. Il successo della prima clip - 80 mila visualizzazioni in tre mesi - rilasciata lo scorso novembre, in cui reinterpretano “Rolling in the deep” di Adele, sempre con lo sfondo delle montagne biellesi, fa ben sperare. «Ormai siamo innamorati di questi luoghi e torneremo presto per altri progetti». La prima occasione per ascoltarli dal vivo sarà a maggio. Il Biella Jazz Club li ha infatti invitati alla Rassegna Jazz52. La data è ancora da definire  ma sarà presto comunicata.

https://www.facebook.com/TheWrammers/videos/392694911143815/ il link per vedere il loro primo video.

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