
“Risalire la storia”, il laboratorio residenziale alla Trappa di Sordevolo
È in programma dal 30 agosto al 7 settembre. Sabato sarà ospite Filippo Barbera, professore di sociologia economica
Come un tempo le comunità monastiche definivano la propria regola, così anche i partecipanti al laboratorio residenziale “Risalire la storia” ne scriveranno una. «Ma non sarà un insieme di norme per stabilire un’obbedienza» spiega Ettore Macchieraldo del Circolo Tavo Burat, tra gli organizzatori dell’iniziativa. «Al contrario: definiremo la nostra disobbedienza a ciò che sta accadendo nel mondo».
Il laboratorio si terrà per una settimana nell’ex monastero della Trappa, in valle Elvo, da sabato fino al 7 settembre. La partecipazione all’esperienza residenziale è su prenotazione, ed è previsto un intenso programma di attività, ma la giornata inaugurale di sabato è aperta a tutti: dalle 14.30 alle 16.30 sarà interessante ascoltare l’intervento di Filippo Barbera, professore di sociologia economica e del lavoro all’Università di Torino, e componente del direttivo dell’associazione Riabitare l’Italia, che proporrà alcune riflessioni sull’importanza di valorizzare le aree marginalizzate.
Il laboratorio residenziale fa parte del progetto “Scuola senza pareti”, nato in valle Elvo per far rivivere il territorio, ed è organizzato in collaborazione con il Circolo Tavo Burat. Spiega Giuseppe Pidello dell’associazione La Trappa: «Il filo conduttore di “Risalire la storia” sarà la riflessione intorno a una “regola” di convivenza, non solo perché la Trappa fu un monastero, ma anche perché i tempi attuali ci spingono a rifondare i nostri rapporti umani e i nostri legami con i luoghi vicini. Cercheremo la “regola” che più ci assomigli e che più ci aiuti a ritrovare un equilibrio, a riconoscere i limiti e le risorse reali del mondo locale che abiteremo».
L’intenzione di dare forza a un cambiamento travalica i confini personali e diventa collettivo e sociale, come spiega Ettore Macchieraldo: «Il tentativo che avvieremo alla Trappa ha un significato politico, perché il fatto di non obbedire a una “regola” predefinita significa oggi anche disobbedire ai limiti imposti dal mondo globale che ci sta portando all’autodistruzione. Ci ispiriamo quindi a una lunga storia di esperimenti comunitari che, dalle esperienze monastiche ai villaggi eco-socialisti, esercitano l’agire politico abbandonando funzionalmente il mondo».
Informazioni utili
Ci sono ancora alcuni posti liberi: la quota di iscrizione è di 200 euro, con alloggio e pasti inclusi, ma per alcuni è prevista la possibilità di partecipare gratuitamente grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Per informazioni e prenotazioni si può fare riferimento al numero 349 3269048 oppure all’indirizzo mail [email protected].
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