«Riso dalla Birmania, bloccare l’import». Lo dice la Coldiretti


Mentre nelle nostre due province è prossimo il taglio del riso per il raccolto 2018, si è registrato un aumento del 66 per cento tra settembre 2017 e luglio 2018 delle importazioni europee di riso dalla Birmania raccolto anche sui campi della minoranza Rohingya, costretta ad abbandonarli a causa della violenta repressione da parte del governo. «E’ necessario fermare immediatamente le agevolazioni concesse alla Birmania sulle esportazioni di riso in Europa, dopo che le Nazioni Unite hanno chiesto alla giustizia internazionale di perseguire il capo dell'esercito e altri cinque alti comandanti militari per “genocidio intenzionale”, “crimini contro l'umanità” e “crimini di guerra” contro la minoranza musulmana dei Rohingya» afferma Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli Biella con delega regionale al settore risicolo.

«Nonostante l’accusa di genocidio, la Birmania gode tuttora da parte dell’Unione Europea del sistema tariffario agevolato a dazio zero per i Paesi che operano in regime EBA (tutto tranne le armi). Il risultato è che la Birmania si colloca tra i principali fornitori asiatici di riso dell’Italia insieme a India, Pakistan, Thailandia e Cambogia. Il Piemonte resta la regione italiana con i numeri maggiori a livello produttivo con 117 mila ettari, 8 milioni di quintali di produzione e quasi 1900 aziende e non è accettabile che l’Unione Europea continui a favorire, con le importazioni, la violazione dei diritti umani nell’indifferenza generale».

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