Sagliano e Pralungo, i sindaci si ricandidano

Andrea Antoniotti e Raffaella Molino hanno sciolto la riserva

Primi movimenti in Valle Cervo in vista delle prossime elezioni amministrative.

A Pralungo il sindaco attuale Raffaella Molino si ricandida. Se verrà rieletta, Raffaella Molino sarà al suo terzo mandato.

«Mi ricandido» commenta il primo cittadino «con Ilario Stefani il vicesindaco. Per quanto riguarda il gruppo ci saranno delle riconferme e anche delle novità. Ne stiamo parlando in questi giorni. Cercherò di dedicare ancora più tempo a favore delle necessità degli abitanti del paese. Siamo una piccola realtà di montagna e l’impegno deve essere massimo. Così come grande è la disponibilità che il vicesindaco Ilario Stefani ha sempre messo nelle deleghe che gli sono attribuite».

Domenica scorsa il sindaco di Sagliano Andrea Antoniotti ha tracciato — come è consuetudine fare durante l’annuale festa patronale — il bilancio dell’anno amministrativo appena concluso. Il sindaco ha anche annunciato la sua ricandidatura alla guida del paese chiedendo agli abitanti di Sagliano la fiducia per un secondo mandato alle elezioni che si svolgeranno il prossimo giugno.«La legislatura che si sta chiudendo è stata caratterizzata da quasi due anni di pandemia che ha rallentato, quando non addirittura bloccato, le attività amministrative» spiega il primo cittadino. «E molte sono ancora le opere in cantiere i cui lavori partiranno prossimamente.

Per completare quanto è stato programmato ed iniziato, lavorare su quello su cui fino ad ora non è stato possibile intervenire, per concretizzare le nuove idee maturate nel frattempo e per non disperdere l’esperienza maturata che oggi consente di muoversi con maggiore efficacia» conclude il primo cittadino «posso oggi confermare che il gruppo “Vivi Sagliano” ha deciso di riproporre la propria candidatura per un secondo mandato, con una squadra in parte rinnovata, auspicando di meritare e ottenere la fiducia dei cittadini saglianesi, essendo consci che si può sempre fare di più e meglio, ma essendo convinti di avere sempre fatto il proprio dovere e al meglio delle capacità».

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