Con il machete terrorizza una bambina
in strada
Il racconto di una mamma che chiede più sicurezza
Lettura 1 min.Una scelta di vita trasformata in un’esperienza che ha lasciato paura e amarezza. È la testimonianza di un’infermiera trasferitasi recentemente a Biella insieme al marito, medico, e alla loro bambina di sei anni. La famiglia aveva deciso di stabilirsi in città, acquistando un appartamento in zona Masarone, con l’intenzione di costruire qui il proprio futuro. Oggi, però, la donna lancia un appello affinché si apra una riflessione sulla sicurezza e sul decoro urbano.
Nel suo racconto ricorda anzitutto una visita al Parco del Gorgomoro, dove sarebbe rimasta colpita dalla presenza di rifiuti, segnaletica imbrattata e da una generale sensazione di degrado. Ma l’episodio che più l’ha segnata sarebbe avvenuto la sera stessa vicino a dove vive, nei pressi del Penny Market.
Secondo la sua testimonianza, mentre rientrava a casa con la famiglia avrebbe incontrato un uomo che, in evidente stato di agitazione, brandiva un machete e urlava contro i passanti. La donna racconta che l’uomo avrebbe iniziato a correre anche nella loro direzione, costringendoli a cercare riparo. Decisivo, riferisce, sarebbe stato l’intervento di una coppia di automobilisti che, vedendo la bambina terrorizzata, li avrebbe fatti salire in auto mettendoli al sicuro. Sul posto sarebbero poi intervenute le forze dell’ordine, ma il soggetto si era già allontanato.
L’episodio avrebbe lasciato profonde conseguenze sulla figlia della coppia, che, secondo la madre, da quel giorno avrebbe paura di uscire di casa e rivivrebbe frequentemente quei momenti di forte spavento.
Nella lettera inviata alla redazione, l’infermiera richiama inoltre l’attenzione sulla situazione dei giardini Carlo Alberto Dalla Chiesa, segnalando la percezione di degrado e chiedendo maggiori controlli, oltre a un potenziamento dell’illuminazione in alcune aree cittadine. «Non voglio creare polemiche» scrive «ma contribuire ad aprire un confronto serio sulla sicurezza e sulla tutela delle famiglie che hanno scelto di vivere e lavorare a Biella».
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