Spaccata di Natale all’emporio solidale

Indaga la polizia Nella notte tra il 26 e il 27 dicembre ignoti hanno saccheggiato il magazzino della struttura rubando generi di prima necessità: dal caffè, al latte, all’olio fino alle confezioni di tonno

Un furto che pesa più per ciò che rappresenta che per il valore economico della refurtiva. È quello avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 dicembre ai danni dell’emporio solidale cittadino di via Orfanotrofio, punto di riferimento quotidiano per centinaia di famiglie in difficoltà. A essere portati via sono stati generi alimentari di prima necessità - caffè, latte, olio d’oliva e tonno - acquistati con fatica e destinati ai pacchi spesa per gli utenti.

«Hanno rubato circa 40 pacchi di caffè, oltre al tonno e ad altri prodotti» racconta Carla Camatel, una delle responsabili. «Non è tanto la quantità, quanto il fatto che qualcuno venga a rubare proprio da noi. Quando c’è bisogno, noi diamo sempre tutto quello che possiamo. Se qualcosa manca, spesso andiamo anche a comprarla. Per questo fa male».

A rendere l’episodio ancora più amaro è il danno strutturale causato durante l’effrazione: la porta del magazzino è stata tranciata da cima a fondo, rendendo necessario l’intervento urgente di un falegname che ha lavorato per tutta la mattinata del 27 dicembre per ripristinare una chiusura provvisoria. «Abbiamo dovuto chiudere subito, non potevamo lasciare tutto aperto. Ora dovremo mettere qualcosa di più sicuro».

Il sospetto, forte, è che chi ha agito conoscesse bene gli spazi: il magazzino non è accessibile all’utenza e persino alcuni volontari non sanno della sua esistenza.

L’episodio è stato denunciato alla polizia e indagini sono in corso.

Resta però la ferita profonda lasciata nella comunità dei volontari. «Ha fatto male a me, a don Paolo, a tutti. Dopo tanti anni di servizio, vedere una cosa del genere ti toglie il fiato», aggiunge Camatel.

Le conseguenze ricadono purtroppo anche sugli altri utenti. Il caffè, ad esempio, non verrà più distribuito: «Lo avevamo comprato grazie alle offerte raccolte durante il mercatino sotto i portici del 12 dicembre, insieme allo zucchero. Lo zucchero è rimasto, il caffè no. E ora siamo costretti a dire di no a tutti, perché qualcuno ha rubato».

Un gesto che colpisce l’intera comunità fragile, già messa alla prova dall’aumento delle richieste.

I numeri parlano chiaro: circa 350 pacchi spesa distribuiti ogni settimana, tra i 70 e gli 80 al giorno. Racconta ancora Carla Camatel: «Le famiglie aumentano, solo prima di Natale ne abbiamo inserite dieci nuove. E stanno nascendo molti bambini: in due mesi sei nuovi nati. I bisogni crescono continuamente».

Accanto a chi ha davvero necessità, però, c’è anche chi approfitta. «Ci sono persone che buttano via il cibo che non gradiscono, lo lasciano nei cassonetti. Eppure noi diamo pacchi “aperti”: possono scegliere cosa prendere e cosa lasciare, nulla è imposto. Questi gesti feriscono».

Dopo quarant’anni di servizio, la stanchezza è comprensibile, ma non prevale sulla volontà di continuare. «Ti viene da dire: chiudiamo tutto. Ma poi pensi a chi ha davvero bisogno. Ed è per loro che si va avanti».

Un furto che lascia l’amaro in bocca, sì. Ma che racconta anche, per contrasto, il valore silenzioso di chi ogni giorno continua a esserci, nonostante tutto.

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