Rinnovabili, qualità dell’aria e legalità: i principali provvedimenti della settimana in Consiglio regionale

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La settimana in Consiglio regionale è stata caratterizzata dalla conclusione in Aula dell’esame del Ddl 136, “Disciplina per l'individuazione di ulteriori aree idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili”, presentato dall’assessore all’Ambiente. Il provvedimento definisce i criteri per l’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. La votazione finale è prevista nella prossima seduta del Consiglio.

Sempre sul fronte ambientale, la Commissione competente ha licenziato due proposte di deliberazione: l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria e l’avvio di una sperimentazione sulla disciplina degli abbruciamenti dei residui vegetali. Per quanto riguarda il nuovo Piano, il Piemonte evita il previsto blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente programmato per ottobre 2026, sostituendolo con un pacchetto di misure considerate equivalenti in termini di riduzione delle emissioni. La seconda proposta introduce una fase sperimentale finalizzata a valutare una possibile rimodulazione delle limitazioni agli abbruciamenti di sfalci e potature. Eventuali deroghe saranno consentite esclusivamente al verificarsi di specifiche condizioni meteorologiche individuate dai bollettini previsionali di Arpa Piemonte.

La Commissione congiunta Bilancio e Cultura ha effettuato un sopralluogo al Borgo Castello, all’interno del Parco La Mandria, per verificare lo stato di avanzamento degli interventi di conservazione e valorizzazione realizzati dalla Regione Piemonte e di quelli attualmente in corso.

L’Ufficio di Presidenza ha presentato agli organi di informazione un ordine del giorno volto a promuovere la diffusione del neologismo “Atèfano”, termine che indica letteralmente «colui che è privato del proprio figlio» o, per analogia linguistica, «orfano di figlio».

Infine, la Commissione Legalità ha approvato la relazione sullo sfruttamento lavorativo, con particolare riferimento al settore agricolo. Il documento, condiviso da tutti i gruppi consiliari, approderà ora in Aula per la votazione finale.

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