Aggredisce la figlia: i carabinieri lo arrestano e ritrovano una pistola illegale

Il fatto è successo nel Basso Biellese. L’uomo è un 49enne già noto alle forze dell’ordine

Serata movimentata per i carabinieri della stazione di Salussola e di Cavaglià quella di domenica 1° marzo. Tutto è iniziato verso le otto, quando una pattuglia della stazione di Salussola è intervenuta in una cascina del Basso Biellese dopo la richiesta di aiuto lanciata al 112 da una ragazza ventenne dopo che il padre, un 49enne già noto alle forze dell’ordine, si era presentato ubriaco a casa sua rifiutandosi di andarsene.

Durante la violenta discussione, l’uomo era arrivato a lanciarle addosso dei piatti, colpendola e ferendola seppur lievemente, per poi perdere l’equilibrio e cadere rovinosamente a terra ferendosi.

Arrivati sul posto, i militari hanno calmato la situazione e affidato l’uomo a un’ambulanza che lo ha portato all’ospedale di Vercelli per essere medicato, vigilato da una pattuglia del posto, allertata dalla centrale operativa di Biella.

Nel frattempo i carabinieri di Salussola hanno tranquillizzato la ragazza e hanno ascoltato il suo sfogo, scoprendo come il fatto appena accaduto fosse solo l’ultimo di una serie di minacce, ingiurie e percosse che andavano avanti da mesi, mai denunciate per timore di ritorsioni.

Rassicurata dai carabinieri, la ragazza ha infine confidato perché avesse così tanta paura a denunciare, paura legata al fatto che sapeva che il padre aveva un’arma nascosta in casa.

A questo punto i carabinieri, supportati dai colleghi di Cavaglià, hanno prelevato l’uomo al Pronto soccorso e sono andati a perquisire la sua abitazione, ritrovando sotto una tettoia, nascosto tra alcuni attrezzi agricoli, un revolver 357 Magnum e un centinaio di munizioni, appartenuti al padre e di cui l’uomo si era impossessato senza mai denunciarli.

L’uomo è stato quindi arrestato per “atti persecutori” e “detenzione abusiva di armi e munizioni” e, come disposto dal pubblico ministero della Procura, condotto al carcere di Biella.

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati, da ritenere innocente sino a condanna definitiva, potranno portare elementi a propria difesa nelle successive fasi processuali.

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