Aggressione al carcere, tre agenti feriti
Da parte di un detenuto con alcuni oggetti contundenti. La denuncia del sindacato Sappe
Lettura 1 min.Biella
«Le carceri stanno diventando terreno di conquista per detenuti sempre più violenti, mentre a pagare il prezzo sono, ogni giorno, le donne e gli uomini della polizia penitenziaria».
È la durissima denuncia del sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che esprime indignazione per la grave aggressione avvenuta nel pomeriggio del 31 luglio nella casa circondariale di Biella. Secondo la ricostruzione del primo sindacato del corpo, intorno alle 15 di venerdì un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare, durante una contestazione disciplinare ha iniziato a insultare un vice ispettore della polizia penitenziaria, il preposto del padiglione e un agente in servizio nel reparto isolamento.
Terminata la contestazione, il detenuto ha rifiutato di rientrare nella propria sezione, opponendo una violenta resistenza. Raggiunto il reparto disciplinare, si è impossessato di alcuni oggetti consegnatigli da altri detenuti e li ha utilizzati per colpire ripetutamente i tre appartenenti al corpo.
Solo il tempestivo intervento del personale ha consentito di immobilizzare l’aggressore e ricondurlo nella propria camera detentiva, evitando conseguenze ancora più gravi.
Il viceispettore e i due poliziotti intervenuti hanno dovuto fare ricorso alle cure del Pronto soccorso, dove sono stati dimessi con prognosi rispettivamente di sette, dieci e dieci giorni.
Le parole di Vicente Santilli
«Esprimiamo la nostra totale vicinanza ai colleghi feriti, che hanno dimostrato ancora una volta professionalità, coraggio e senso dello Stato» dice Vicente Santilli, segretario nazionale del Sappe per il Piemonte. «Siamo però di fronte all’ennesima aggressione annunciata. Le carceri piemontesi continuano a vivere una situazione esplosiva, aggravata dal sovraffollamento e dalla cronica carenza di personale. Gli episodi di violenza si susseguono con una frequenza impressionante e la risposta dell’amministrazione continua a essere insufficiente. Non è più accettabile che gli agenti escano dal servizio per entrare in ospedale. Servono immediatamente rinforzi negli organici, tolleranza zero verso chi aggredisce il personale e provvedimenti disciplinari e penali esemplari».
Le parole di Donato Capece
Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, parla di «una escalation ormai intollerabile che rischia di far perdere il controllo degli istituti penitenziari. Ogni giorno registriamo aggressioni, minacce, incendi, rivolte e continue sfide all’autorità dello Stato. La polizia penitenziaria continua a garantire ordine e sicurezza con straordinario spirito di servizio, ma non può essere lasciata sola. È arrivato il momento che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria assuma decisioni concrete e non più rinviabili. Chi aggredisce un appartenente al corpo deve essere immediatamente trasferito in istituti ad alta sicurezza, perdere ogni beneficio incompatibile con il proprio comportamento e rispondere con pene certe. Lo Stato deve far capire con assoluta chiarezza da quale parte sta».
Capece conclude con un appello al ministero della Giustizia e ai vertici del Dap: «Occorre un piano straordinario per la sicurezza delle carceri italiane. Servono più poliziotti penitenziari, strumenti operativi adeguati, protocolli più efficaci e regole che restituiscano piena autorevolezza al corpo. Continuare a ignorare questa emergenza significa esporre quotidianamente migliaia di servitori dello Stato a rischi non più sostenibili. Il Sappe non può accettare e non accetterà che la violenza diventi la normalità nelle carceri italiane».
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