Cronaca Locale
Lunedì 12 Gennaio 2026
Altra aggressione fisica dei detenuti ai danni della polizia penitenziaria
L’episodio in carcere a Biella. La condanna del Sinappe
Ancora un grave episodio di violenza nella casa circondariale di Biella. Questa mattina, a seguito di una perquisizione ordinaria che ha portato al rinvenimento di un telefono cellulare, i detenuti extracomunitari occupanti della cella interessata, hanno reagito con un atteggiamento aggressivo culminato in una vera e propria aggressione fisica nei confronti dei poliziotti penitenziari intervenuti.
Il vice segretario regionale del Sinappe per il Piemonte e la Valle d’Aosta Matteo Ricucci evidenzia le criticità specifiche dell’istituto biellese e della Regione: «I fatti di Biella sono la punta di un iceberg. L’aggressività di alcuni ristretti, galvanizzata dall’impunità percepita e dalla cronica carenza di organico, sta mettendo in ginocchio la polizia penitenziaria. I colleghi intervenuti hanno agito con la consueta professionalità, ma sono stati esposti a un rischio inaccettabile semplicemente per aver fatto il loro dovere».
Il segretario nazionale del Sinappe, Raffaele Tuttolomondo, esprime la sua ferma condanna per l’accaduto e la piena solidarietà ai colleghi coinvolti: «L’ennesimo attacco subito dal nostro personale a Biella è la prova lampante che i detenuti extracomunitari stanno mettendo in sofferenza il sistema penitenziario ed in aggiunta sono quelli che distruggono i beni dello stato. Non è accettabile che un’operazione di routine come il ritrovamento di un cellulare si trasformi in un’aggressione violenta. Il telefono in cella è un illecito grave, ma la reazione violenta è un segnale ancora più preoccupante di un sistema che non riesce più a garantire la sicurezza del personale. Servono trasferimenti immediati dei detenuti violenti, strumenti di difesa idonei e un piano di riorganizzazione serio che ripristini la legalità e la dignità del lavoro dei poliziotti penitenziari».
Il Sinappe chiede che vengano immediatamente adottati provvedimenti disciplinari e penali esemplari nei confronti degli aggressori. La sicurezza del nostro personale è un prerequisito non negoziabile per la sicurezza dell’intera comunità. Si rinnova nuovamente l’appello alle Istituzioni affinché si velocizzi il sistema dei rimpatri. Solo cosi si andrebbero a deflazionare il numero degli eventi critici che vengono messi in essere all’interno degli istituti penitenziari.
Al personale di polizia penitenziaria intervenuto a seguito del turno notturno per la perquisizione ordinaria nel carcere di via dei tigli, va il nostro riconoscimento e si chiede all’amministrazione di avanzare richiesta di ricompensa a tutti i poliziotti penitenziari intervenuti.
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