Bancarotta e reati tributari: tre indagati e sequestri per oltre 311mila euro
Operazione della guardia di finanza in seguito a un provvedimento del gip del tribunale
Lettura 1 min.Biella
I militari del nucleo di polizia economico finanziaria di Biella hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale, su richiesta della Procura di Biella, per un controvalore equivalente all’Iva non versata, nei confronti di un’imprenditrice ritenuta responsabile, allo stato delle indagini e salva la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, dei delitti di bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione e omesso versamento dell’Iva, in concorso con altre due persone, già rappresentanti legali e poi amministratori di fatto dell’impresa.
Sono così stati sequestrati e recuperati, a favore dell’erario (quindi della collettività), beni per un controvalore complessivo di circa 311.700 euro. I sequestri, ai quali si è affiancata una perquisizione domiciliare disposta dal pubblico ministero procedente, eseguita con il prezioso ausilio di un’unità cinofila messa a disposizione dal gruppo Aosta, con il cane Elix, un Labrador retriever cash dog (appositamente addestrato per la ricerca di denaro), hanno riguardato un compendio immobiliare (composto da due appartamenti e relative pertinenze, due locali di autorimessa e due terreni) a Candelo, le quote di maggioranza di due società del settore edilizio, con sede sempre a Candelo, nonché alcuni beni di valore rinvenuti nel corso delle operazioni di perquisizione.
Le indagini, avviate dalle fiamme gialle biellesi, al termine di una mirata preliminare azione info-investigativa, hanno consentito di ricostruire le complesse vicissitudini, economiche e societarie, di un’azienda della provincia, già attiva nel settore dello sviluppo di progetti immobiliari, che a fronte della cessione, al prezzo complessivo di 5,3 milioni di euro, di due terreni della superficie totale di 18mila metri quadrati a Torino, non risultava aver presentato le dichiarazioni annuali, per il 2021 e, ai fini Iva, per il 2022, nonché aver omesso sia il versamento dell’Iva a debito riferita al 2021, sia il deposito dei bilanci per gli esercizi successivi al 2020.
Una volta interessata la Procura, venivano sviluppate ulteriori investigazioni sulle gravi irregolarità che avevano contraddistinto la gestione della società, che portavano l’autorità giudiziaria a promuovere l’avvio della procedura di liquidazione giudiziale dell’impresa, consentendo - allo stato del procedimento e secondo l’ipotesi rimessa alle valutazioni del giudice ai fini dell’adozione del provvedimento cautelare reale - non solo di corroborare le violazioni penaltributarie inizialmente ipotizzate, ma anche di far emergere che il rappresentante legale pro tempore dell’impresa, con l’ausilio di due immobiliaristi astigiani, aveva sottratto le scritture contabili obbligatorie ed eseguito operazioni distrattive del patrimonio aziendale, tra il 2021 ed il 2023, per più di 3,3 milioni di euro, cagionando la totale dissipazione dell’attivo, in danno dei creditori, nonché omesso di presentare le dichiarazioni fiscali anche per l’anno d’imposta 2023.
L’operazione costituisce ulteriore testimonianza dell’impegno profuso dal corpo, quale polizia economico - finanziaria, in sinergica collaborazione con l’autorità giudiziaria penale, nella tutela degli imprenditori e dei contribuenti rispettosi delle leggi, che si concretizza nel continuo contrasto ai comportamenti illeciti che ostacolano lo sviluppo economico e alimentano sperequazioni e diseguaglianze - distorcendo le regole del mercato e sottraendo allo Stato preziose risorse - sia tra i cittadini sia tra le imprese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA