Cronaca Locale / Biella
Sabato 03 Gennaio 2026
Incendio, minacce e danneggiamenti in carcere
Ancora un episodio di tensione, contenuto dal pronto intervento degli agenti di polizia penitenziaria
Biella
Nella serata del 31 dicembre, nel carcere di Biella, si è verificato un grave evento critico che ha messo a rischio l’ordine e la sicurezza dell’istituto.
Nel tardo pomeriggio, all’interno della semisezione 2ª B del padiglione Mucrone, alcuni detenuti hanno posto in essere una condotta violenta e preordinata, danneggiando l’impianto di illuminazione e appiccando incendi mediante l’utilizzo di materiali di fortuna, tra cui un bidone della spazzatura, parti di materassi e tessuti, generando una densa nube di fumo, prontamente spenta grazie all’intervento del personale, grazie all’utilizzo degli idranti in dotazione.
Considerato che la situazione non rientrava, intorno alle 20, il personale di polizia penitenziaria, operando con i dispositivi di protezione individuale ed agendo con professionalità e sangue freddo, è dovuto intervenire nella semisezione interessata, riuscendo a ripristinare l’ordine e la sicurezza e a far rientrare tutti i detenuti nelle rispettive camere di pernotto.
Durante le operazioni, uno dei soggetti coinvolti ha opposto resistenza alla chiusura del cancello, proferendo frasi oltraggiose nei confronti degli operatori e rientrando solo dopo una lunga e complessa attività di mediazione e persuasione, condotta con equilibrio e senso di responsabilità.
Dal sopralluogo effettuato sono emersi ingenti danni ai beni dell’amministrazione, con il danneggiamento dell’impianto di illuminazione della semisezione, comprese le salette e le docce, nonché di una telecamera del corridoio e di diversi arredi presenti nella saletta di socialità. Il medico di turno è stato tempestivamente informato, come da protocollo.
Si ritiene doveroso evidenziare come tali episodi si inseriscano in un contesto già reso particolarmente complesso nel periodo delle festività natalizie, durante il quale il personale ha proceduto a numerosi sequestri di diversi litri di sostanze alcoliche fatte dai detenuti, e al rinvenimento di alcuni telefoni cellulari illegalmente introdotti, l’ultimo dei quali proprio il 31 dicembre.
Quanto accaduto rappresenta l’ennesima dimostrazione delle difficili condizioni operative in cui quotidianamente si trovano ad agire i colleghi. In tale contesto, si esprime un fermo rimprovero per le condotte violente e irresponsabili che attentano alla sicurezza dell’istituto e del personale, unitamente a un convinto e sentito elogio agli appartenenti alla polizia penitenziaria del carcere di Biella, che hanno affrontato una situazione di elevata criticità con professionalità, spirito di sacrificio e profondo senso del dovere, garantendo il ripristino dell’ordine e la tutela della sicurezza collettiva.
Il comunicato del Sinappe
Nel 2025 il personale di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Biella è stato chiamato ad affrontare numerose e complesse vicende operative, dimostrando quotidianamente uno straordinario spirito di sacrificio, elevata professionalità e un profondo senso del dovere.
Un impegno costante e silenzioso che si è manifestato anche in un contesto particolarmente gravoso, segnato da ben 44 aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria e del personale medico e civile, episodi che testimoniano la difficoltà e la delicatezza del servizio svolto.
In questo scenario critico emerge con forza il valore umano e professionale degli operatori, che nel corso del 2025 hanno salvato la vita a cinque detenuti che avevano tentato gesti estremi. Interventi tempestivi, competenza operativa e prontezza di riflessi hanno consentito di evitare esiti tragici, contribuendo in modo determinante a far si che nel 2025 non si registrasse alcun suicidio né alcun decesso per cause naturali all’interno dell’istituto.
Si tratta di risultati che non sono frutto del caso, ma della dedizione quotidiana di donne e uomini in uniforme che, spesso con turni massacranti e carichi di lavoro eccezionali, hanno garantito sicurezza, vigilanza e tutela della vita, anche a costo di sacrifici personali e familiari.
Un operato che merita non solo rispetto, ma un riconoscimento formale e sentito. Per tali ragioni si rivolge alla nuova reggenza, direttore e comandante, la richiesta di promuovere l’elogio del personale che si è distinto negli interventi di salvataggio e di riconoscere ufficialmente l’impegno di tutti i poliziotti penitenziari che, nel 2025, hanno assicurato la gestione dei numerosi eventi critici con professionalità, equilibrio e straordinaria abnegazione.
Un segnale doveroso di attenzione e gratitudine verso un corpo che, anche nelle condizioni più difficili, continua a essere presidio di legalità, umanità e Stato.
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