Lascia il comandante provinciale dei carabinieri Marco Giacometti. Al suo posto arriverà Marco Spaziani

Lunedì il “cambio della guardia”. «Lascio un territorio dove ho sviluppato grandi rapporti umani» ha detto Giacometti

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Biella

«Lascio qui dei profondi legami umani. Biella mi resterà sempre nel cuore e ci tornerò». Saluta così il colonnello Marco Giacometti, comandante provinciale dei carabinieri per due anni e otto mesi, che da lunedì si trasferirà a Vicenza. Al suo posto arriverà da Monza il tenente colonnello Marco Spaziani, 44 anni, al quale Giacometti ha augurato «un buon lavoro».

Giacometti andrà a lavorare in un dipartimento specifico dell’Arma vicentina, dove si occuperà di formare il personale impegnato in missioni internazionali: «I comandanti passano, i reparti restano. Mando un saluto a tutti i biellesi. Penso che sia stato fatto un grande lavoro in questi anni e ho cercato di operare al meglio delle mie capacità, sia con i cittadini sia con le associazioni, i Comuni, le altre forze di polizia. Ho ricevuto più di quanto sono riuscito a dare. Come dico sempre, il carabiniere è un cittadino tra i cittadini, anche se con un potere e dei doveri che i cittadini comuni non hanno. Da qui deriva un grande senso di responsabilità nei confronti delle persone».

Il comandante provinciale ha saputo entrare nel cuore della città, tanto che domani alle 17 verrà ricevuto e premiato in comune a Biella: «È stato bello costruire un così intenso rapporto di fiducia con il territorio. I biellesi devono essere più orgogliosi di quello che hanno, a partire da un paesaggio meraviglioso e un’aria pulita».

Uno dei cavalli di battaglia dei carabinieri sotto l’operato di Giacometti è stato il contrasto al fenomeno dello spaccio, soprattutto in Valle Elvo: «C’era grande preoccupazione su questo tema quando sono arrivato. Siamo riusciti sensibilmente a ridurlo, anche se pensare di azzerarlo è impossibile. Interventi a parte, ciò che mi resterà dentro sono i gesti delle persone, come l’anziana che ha portato i pasticcini in caserma per ringraziarci del nostro lavoro».

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