Omicidio Giovanni Santus, tolto l’ergastolo a Basso e Ascoli
Pene ridotte a 24 mesi dalla Corte d’assise d’appello di Torino. Calano anche le condanne di Iarussi e Maula
Lettura 1 min.Chiavazza
La Corte d’assise d’appello di Torino questa mattina ha ridotto le pene per Andrea Basso e Lionel Ascoli, che erano stati condannati in primo grado a Novara il 6 ottobre 2025 a due ergastoli per l’omicidio del senzatetto cuneese Giovanni Santus, avvenuto l’8 luglio 2023 in una casa di via Buratti a Chiavazza.
Basso e Ascoli, accusati di omicidio volontario e difesi rispettivamente da Francesca Tamburello e Sheila Foti, due avvocate di Torino, sono stati condannati a 24 anni e sei mesi.
Anche per quanto riguarda gli altri due soggetti coinvolti, Silvio Iarussi, difeso dall’avvocato biellese Sergio Gronda, e Asia Luciana Maula, difesa dall’altro avvocato biellese Vittorio Grosso, entrambi imputati per concorso in omicidio, le condanne sono state ridotte rispetto al primo grado: Iarussi passa da due anni e sei mesi a due anni; Maula passa da due anni e due mesi a un anno e sei mesi.
Gli avvocati difensori attendono ora le motivazioni della sentenza tra 90 giorni per ricorrere eventualmente in Cassazione a Roma.
La vicenda
La morte di Giovanni Santus era stata particolarmente cruenta. L’autopsia aveva rivelato che l’uomo che abitava a Savigliano ma da qualche tempo era senza fissa dimora, era stato massacrato di botte. Santus era stato trovato al supermercato Penny Market di Chiavazza sporco e ubriaco: il proprietario della casa di via Buratti lo aveva invitato nella propria abitazione per consentirgli di mangiare un boccone e farsi una doccia.
Al termine della quale pare che Santus avesse cominciato a bere una bottiglie di gin senza però condividerla con gli altri. L’episodio avrebbe scatenato gli animi dei presenti, già sovraeccitati dall’uso di alcol e stupefacenti. Da lì sarebbe partita l’aggressione, sino alla morte.
Il processo si era aperto venerdì 14 febbraio in Corte d’Assise a Novara. La pm Francesca Ranieri aveva prodotto una ricca documentazione, avanzando la richiesta di ascoltare ben 36 testimoni, poi ridotti a 33, e chiedendo perizie ambientali e telefoniche.
Nel corso delle udienze successive erano stati dunque ascoltati i testi e vari periti tra cui un medico legale. E aveva deposto anche un tecnico incaricato della trascrizione delle intercettazioni. La pm Ranieri aveva chiesto nella requisitoria l’ergastolo per Basso e Ascoli, con sei mesi di isolamento in un caso e due nell’altro; 17 anni per Iarussi e 14 anni e si mesi per Maula.
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