Rientrano in servizio i 23 agenti di polizia penitenziaria sospesi

Rientrano in servizio i 23 agenti di polizia penitenziaria che nel carcere di Biella, a partire almeno dalla scorsa estate, avrebbero avrebbero tirato schiaffi, pugni, calci in testa e ginocchiate sulla schiena a tre detenuti inermi, nudi e legati alle caviglie col nastro adesivo anche per decine di minuti. Non sarebbe stata tortura di Stato.
Questa la decisione del tribunale del riesame di Torino che però non ha escluso i reati di lesioni e abuso di autorità. Per questi l'ordinamento giudiziario italiano però non permette di adottare misure cautelari, e quindi di sospendere gli agenti.
Nella stessa ordinanza il tribunale auspica quindi che per questi reati, e in particolare per l'abuso di autorità, servirebbero pene più severe.

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