Sequestrati 20mila litri di gasolio dalla finanza
Denunciato alla Procura il titolare delle otto colonnine di erogazione
Lettura 1 min.Biella
Nell’ambito del protocollo d’intesa sui rapporti di collaborazione tra la guardia di finanza e l’agenzia delle dogane e dei monopoli, in esito a mirate analisi di rischio, militari del gruppo di Biella e funzionari dell’area territoriale di Biella, coordinati dal comando provinciale e dall’ufficio Adm Piemonte 3, hanno sottoposto a controllo un distributore stradale di Biella.
In base alle analisi tecniche svolte dal laboratorio dell’Adm di Milano, il gasolio destinato all’autotrazione posto in vendita è risultato avere un punto di infiammabilità (temperatura alla quale si generano vapori infiammabili, i cosiddetti flash point) minore di 40 gradi centigradi, nettamente inferiore a quello minimo fissato dalla norma tecnica Uni En 590 2022, per garantire la sicurezza durante lo stoccaggio e la movimentazione del carburante, ma anche l’uso da parte dei consumatori, pari a circa 55° gradi.
Ciò comporta gravi rischi di scoppio e incendio durante le fasi di carico e scarico del prodotto ed espone gli utilizzatori al possibile malfunzionamento dei motori, in termini di usura e minore rendimento, causando anche un incremento delle emissioni inquinanti, in danno della salute pubblica e dell’ambiente.
Trattandosi di carburante non corrispondente ai previsti standard di commerciabilità, è risultata integrata l’ipotesi di reato di frode in commercio, in base alla quale si è proceduto al sequestro di 19.987 litri di gasolio irregolare e delle relative otto colonnine di erogazione, con contestuale deferimento del legale rappresentante dell’impresa che gestisce l’impianto alla Procura di Biella.
In linea con gli obiettivi della consolidata sinergia tra la guardia di finanza e l’agenzia delle dogane e dei monopoli, contestualmente orientati alla tutela degli interessi finanziari nazionali e dell’Unione Europea e alla prevenzione e contrasto di ogni forma di concorrenza sleale che possa recare pregiudizio ai consumatori e/o alterare il corretto funzionamento del mercato, che assumono ancora maggior rilievo nell’attuale congiuntura economica internazionale, con questo intervento è stata evitata l’immissione in consumo di un rilevante quantitativo di carburante non conforme e potenzialmente pericoloso.
Corre l’obbligo di precisare che il connesso procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, nel rispetto del principio della presunzione di non colpevolezza, l’effettiva responsabilità della persona sottoposta alle indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
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