Sequestrati uno smartwatch e della droga in carcere
Erano contenuti in un pacco destinati ad un detenuto. Le congratulazioni del sindacato
Lettura 1 min.Un meticoloso controllo da parte del personale di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Biella ha permesso di sequestrare diversi oggetti non consentiti, occultati all’interno di un pacco destinato a un detenuto. Tra gli oggetti sequestrati figurano uno smartwatch e della sostanza stupefacente.
Lo ha reso noto il segretario nazionale del SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo, sottolineando che questo episodio «è l’ennesima riprova della professionalità, dello spirito di sacrificio e dell’alto senso del dovere che caratterizzano il nostro personale, chiamato a operare in condizioni di costante pressione e con organici spesso insufficienti».
Il vice segretario regionale del SiNAPPe Matteo Ricucci esprime plauso per l’operazione, sottolineando l’importanza di un’azione di controllo così attenta in un contesto «sempre più difficile e pieno di insidie. L’operazione condotta a Biella non è soltanto un successo, ma il segnale di quanto sia cruciale l’attività quotidiana di prevenzione. La minuziosa attività di controllo, che ha portato al ritrovamento di uno smartwatch e di sostanze stupefacenti, dimostra quanto il personale sia attento, nonostante le carenze e le condizioni operative difficili. La sicurezza nelle carceri non è scontata, è il frutto di un lavoro costante, svolto con dedizione e competenza, che merita il massimo riconoscimento».
Aggiunge ancora il segretario nazionale del SiNAPPe Raffaele Tuttolomondo: «La situazione attuale, che vede il personale penitenziario impegnato in un’attività di sorveglianza e controllo sempre più complessa, evidenzia la necessità di un’attenta riflessione sulle condizioni di lavoro e sulle risorse disponibili. Nonostante le difficoltà, la polizia penitenziaria continua a garantire la sicurezza all’interno degli istituti, come dimostrato da questa operazione a Biella. Chiediamo alle istituzioni di riconoscere e supportare adeguatamente il nostro lavoro, investendo sulle risorse umane e sulle dotazioni strumentali».
Inoltre il Segretario Nazionale Raffaele Tuttolomondo auspica che tali azioni siano adeguatamente riconosciute dall’amministrazione locale e dall’amministrazione regionale e che il personale di polizia penitenziaria, venga giustamente premiato e ricompensato per l’ottimo servizio reso. Riportando alto senso del dovere e lustro al corpo di polizia penitenziaria.
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