Tre truffe nel Biellese orientale, indagano i carabinieri

Nel primo caso portati via 20mila euro. Sono state denunciate in tutto tre persone

Non si ferma l’azione di contrasto dei carabinieri di Biella e Cossato al fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane. Dopo i recenti arresti di due soggetti campani a fine febbraio e l’ulteriore fermo di un giovane autore di raggiri avvenuto nei giorni scorsi, l’attività investigativa condotta dai militari ha portato alla luce altri tre gravi episodi, con la conseguente denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria di tre individui.

L’indagine, basata su un meticoloso lavoro di analisi dei sistemi di videosorveglianza e una costante “osmosi informativa” tra i vari reparti, ha permesso di ricostruire il modus operandi e gli spostamenti dei malviventi che soggiornano spesso in strutture ricettive del Milanese prima e dopo aver colpito nel Biellese.

Il primo episodio

Il primo episodio risale alla metà di gennaio 2026, quando una donna di 86 anni di Valdilana è stata contattata telefonicamente da un sedicente maresciallo dell’Arma che le ha raccontato di un incidente stradale con feriti gravi che sarebbe stato provocato dalla figlia, trattenuta in questura, e che sarebbe stato necessario del denaro per una cauzione ed evitarle così l’arresto.

La donna è purtroppo caduta nell’inganno raccogliendo circa 20mila euro tra contanti e gioielli che aveva in casa, ed è stata addirittura convinta dai criminali a redigere una lettera di ringraziamento alle autorità ed ai legali per il supporto ricevuto. Poco dopo, un complice si è presentato nella sua abitazione presentandosi come un carabiniere in borghese incaricato del ritiro, dileguatosi poi col bottino. Le indagini dei carabinieri di Cossato e Valdilana hanno però permesso di identificarlo per un 20enne della provincia di Napoli, denunciato per sostituzione di persona e truffa aggravata in concorso.

Altri due episodi, avvenuti nel mese di gennaio, hanno visto come protagonisti due trentenni sempre della provincia di Napoli, identificati e denunciati per truffa aggravata dalla minorata difesa e sostituzione di persona grazie alle tracce lasciate dal veicolo utilizzato per i sopralluoghi e la fuga dopo i colpi messi a segno.

Il secondo episodio

Il primo episodio si è verificato sempre a Valdilana, dove una donna di 85 anni è stata raggirata con la medesima tecnica del finto incidente. Dopo la chiamata del falso carabiniere, un sedicente avvocato le ha intimato di consegnare dei valori a un incaricato, sempre per evitare l’arresto del figlio.

Il terzo episodio

Il secondo episodio nella parte orientale della provincia, dove gli stessi due uomini sono stati riconosciuti per quelli presentatisi a casa di una donna di 89 anni, portando via denaro e gioielli replicando lo stesso schema criminoso. Le indagini proseguono per verificare il loro coinvolgimento in altri episodi analoghi avvenuti In Italia

L’invito delle forze dell’ordine

Si ribadisce l’appello alla cittadinanza: nessuna forza di polizia, né alcun avvocato o ente pubblico, richiede il pagamento di somme di denaro o la consegna di gioielli per evitare l’arresto di parenti o per risolvere controversie legali. In caso di telefonate sospette, si invita a interrompere immediatamente la comunicazione e a contattare il numero unico di emergenza 112 utilizzando il cellulare.

Per ulteriori info: https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/pillole-di-prevenzione/controle-truffe.

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati, da ritenere innocenti sino a condanna definitiva, potranno portare elementi a propria difesa nelle successive fasi processuali.

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