Truffano anziana e tentano di scappare: fermati dalla polizia

Due uomini erano riusciti a raggirare un’anziana con la solita scusa del finto maresciallo dei carabinieri: avevano portato via tantissimi gioielli

Cossato

Nei giorni scorsi diverse chiamate di cittadini, al numero unico di emergenza 112, segnalavano tentativi di truffa di un sedicente maresciallo dei carabinieri, il quale riferiva che era stata fatta una rapina utilizzando le auto di loro proprietà e, per questo, un appartenente dell’Arma, avrebbe dovuto effettuare una perquisizione nelle case.

Gli uomini della squadra mobile della polizia iniziavano un pattugliamento con un’auto civetta e subito la loro attenzione veniva attirata da due uomini di 30 anni, che, senza apparente motivo, sostavano nel parcheggio di un supermercato cittadino.

Gli investigatori decidevano di seguirli fino a quando i due, a bordo della loro auto, raggiungevano Cossato. Qui gli agenti notavano che, all’altezza di via Battisti, il passeggero scendeva dal veicolo mentre il conducente riprendeva la marcia rimanendo sempre nelle vicinanze.

Dopo pochi minuti, l’auto veniva nuovamente intercettata in via Battisti da dove - dopo aver fatto risalire a bordo il passeggero - riprendeva la marcia in direzione della superstrada, probabilmente per raggiungere più rapidamente l’autostrada A4 Torino-Milano.

È qui che i poliziotti hanno deciso di fermarli con la scusa di un controllo. Alla richiesta di farsi consegnare il bottino, i due inizialmente negavano di esserne in possesso. Ma veniva poi trovato, nascosto tra i sedili.

In una busta di similpelle venivano così rinvenuti sette orologi, quattro bracciali in oro, un collier, una collana con ciondolo, una collana con brillante, una collana con crocifisso e brillantini, cinque anelli, un ciondolo, una spilla e una sterlina d’oro.

Portati in questura per gli accertamenti, è emerso che i due uomini, residenti fuori Biella, avevano precedenti di polizia per vari reati quali furto aggravato, indebito utilizzo di carte di pagamento, stupefacenti, reati contro il patrimonio, resistenza a pubblico ufficiale, truffa e rissa.

L’anziana truffata è una donna di Cossato, di 67 anni, con alcuni problemi fisici dovuti all’età, che negli uffici della Questura ha sporto denuncia e ha raccontato che intorno alle 10.20 veniva contattata da un numero, con prefisso 015, con il quale un sedicente maresciallo dei Carabinieri la informava dell’arresto della figlia per una rapina e le preannunciava che da lì a breve sarebbe giunto a casa sua un collega per verificare e fotografare i gioielli presenti in casa.

Poco dopo giungeva effettivamente nell’abitazione dell’anziana. Si presentava come rappresentante dell’Arma dei carabinieri e le chiedeva di disporre sul tavolo i gioielli che aveva in casa, per poterli fotografare.

A un certo punto, approfittando di un momento di distrazione della vittima, l’uomo si impossessava di tutti i monili, compreso l’involucro in similpelle in cui erano custoditi, e si dava alla fuga.

I due venivano fermati e posti a disposizione dell’autorità giudiziaria che ne convalidava disponendone il divieto di ritorno a Biella e Cossato per due anni.

Ancora una volta il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ma soprattutto le tempestive segnalazioni dei cittadini, che hanno allertato la polizia sul 112, ha permesso che dei malviventi potessero essere arrestati prima di commettere altri reati e far perdere le loro tracce, lasciando la città.

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