Violentò donna in un alloggio di via Bertodano: condannato a 4 anni e 8 mesi

L’uomo è un muratore egiziano. Il fatto era avvenuto sabato 7 giugno 2025.

Biella

Quattro anni e otto mesi. È la condanna inflitta dalla giudice per le indagini preliminari Arianna Pisano al muratore egiziano che era accusato di violenza sessuale ai danni di una donna milanese. Il fatto era avvenuto in via Bertodano a Biella il 7 giugno 2025 e aveva suscitato parecchio scalpore mediatico.

La donna si è costituita parte civile nel processo difesa dall’avvocato Marco Bianucci del foro di Milano, mentre a difendere l’uomo è Marco Cavicchioli.

La donna sarebbe salita a Biella al mattino con suo figlio, un bambino di quattro anni. Aveva acquistato da poco l’appartamento e lo stava ristrutturando. Due mesi prima avrebbe ingaggiato il muratore egiziano, dopo averlo contattato su Facebook. I due pare si fossero sentiti per alcune settimane mentre lui lavorava con il cartongesso a distanza. Prima dell’episodio del 7 giugno la donna si sarebbe recata a Biella e l’avrebbe incontrato quattro volte, con figlio e nonna al seguito, senza mai riscontrare problemi.

Sabato 7 giugno la donna sarebbe giunta a Biella in treno alle 8.15, arrivando in via Bertodano alle 10.15. Pare che il muratore stesse fumando una sigaretta sul balcone. Una volta entrati nell’alloggio, secondo la donna alcuni lavori non sarebbero stati effettuati correttamente.

La donna avrebbe fatto notare, ad esempio, che le mensole di cartongesso fossero storte, che il muro e la pittura dello smalto delle porte non fossero di un colore uniforme e diversi altri problemi. Lui si sarebbe adirato. E poco dopo, senza essere visto, avrebbe chiuso la porta a chiave. Quindi avrebbe preso la donna alle spalle e mettendole un calcinaccio in bocca per zittirla e scaraventandola a terra.

A quel punto lui avrebbe cominciato a violentarla, incurante delle urla del bambino. La violenza sarebbe proseguita per ore, poi la donna, esausta, sarebbe riuscita a carpire la sua fiducia, dicendo di amarlo e di voler vivere insieme. All’inizio lui non le avrebbe creduto, ma lei sarebbe riuscita con pazienza a convincere lui e il figlio ad andare a mangiare un piatto di riso con polpette al bar Atlantic dell’Esselunga poco distante.

Alle 14.20 i tre si sarebbero così presentati al bar dell’Esselunga. Qui lei sarebbe riuscita con uno stratagemma ad avvicinare prima le bariste, poi una guardia giurata del supermercato e a chiamare la polizia con il suo cellulare, che l’uomo le avrebbe restituito una volta usciti di casa.

Il muratore, accortosi di quanto successo, sarebbe scappato prima dell’intervento della polizia. Ma un paio di giorni dopo è stato arrestato dalla squadra mobile dopo un’accurata attività di indagine.

L’avvocato difensore Cavicchioli attende ore le motivazioni della sentenza, che saranno disponibili entro 15 giorni, per poi eventualmente presentare appello.

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