Escursionista tedesco muore a pochi metri dal Rifugio Coda. Inutili i soccorsi

Montagna Stroncato da un malore mentre concludeva una tappa della Grande Traversata delle Alpi. I gestori hanno cercato di rianimarlo con il defibrillatore. La vittima è il tedesco Herbert Friedrich Trenz, 73 anni

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Aveva quasi concluso la sua giornata di cammino lungo la Grande Traversata delle Alpi (Gta).

Mancavano soltanto pochi metri all’arrivo al Rifugio Coda del Cai Biella, dove avrebbe trascorso la notte prima di riprendere il viaggio il giorno successivo. Invece il trekking di Herbert Friedrich Trenz, 73 anni, cittadino tedesco residente a Ipsheim, piccolo comune della Baviera, si è tragicamente interrotto nel pomeriggio di ieri sulla dorsale spartiacque tra la Valle Elvo e la Valle del Lys.

L’allarme è scattato poco prima delle 16. Secondo le prime ricostruzioni, l’escursionista stava percorrendo una delle tappe della Grande Traversata delle Alpi, il celebre itinerario che attraversa l’intero arco alpino piemontese.

In mattinata era partito dalla zona di Trovinasse, nel territorio di Settimo Vittone, sul versante canavesano del Mombarone, e aveva affrontato la lunga traversata verso il rifugio biellese situato a quota 2.280 metri.

L’uomo viaggiava da solo. Dopo ore di cammino era ormai giunto in vista della struttura quando è stato improvvisamente colto da un malore.

Alcuni escursionisti presenti nella zona hanno immediatamente dato l’allarme richiamando l’attenzione dei gestori del rifugio, che sono usciti all’esterno per prestare soccorso.

Determinanti sono stati i primi interventi effettuati direttamente sul posto. I gestori hanno infatti applicato il protocollo di emergenza per il quale sono stati formati negli ultimi anni grazie al progetto “Con il cuore nei rifugi biellesi”, iniziativa che ha consentito di dotare le strutture in quota del territorio di defibrillatori semiautomatici e di formare il personale al loro utilizzo.

Mentre veniva contattato il Numero unico di emergenza 112 e la centrale operativa sanitaria del 118, i soccorritori hanno iniziato le manovre di rianimazione utilizzando il defibrillatore presente nel rifugio. L’apparecchiatura, collegata ai sistemi di emergenza, ha guidato passo dopo passo le operazioni fornendo le istruzioni necessarie e mantenendo il collegamento con la centrale operativa e con il personale sanitario.

Nel frattempo da Torino è decollato l’elicottero sanitario Tango Echo, diretto al Rifugio Coda con a bordo l’équipe medica specializzata nell’emergenza in montagna. Erano stati attivati anche i volontari del soccorso alpino e speleologico piemontese della delegazione biellese, pronti a intervenire qualora fosse stato necessario un supporto alle operazioni.

Nonostante la rapidità dei soccorsi e i prolungati tentativi di rianimazione, per il settantatreenne non c’è stato nulla da fare.

I sanitari giunti con l’elisoccorso hanno potuto soltanto constatare il decesso dell’uomo, probabilmente causato da un infarto.

La notizia ha suscitato profonda commozione tra gli escursionisti presenti e tra il personale del rifugio, abituato ad accogliere ogni estate centinaia di camminatori provenienti da tutta Europa lungo il percorso della Grande Traversata delle Alpi.

Dopo gli accertamenti di rito, la salma è stata recuperata e trasportata all’obitorio dell’ospedale di Ponderano insieme agli effetti personali dell’escursionista.

Sono state avviate le procedure per informare ufficialmente i familiari attraverso il consolato italiano in Germania.

Il corpo si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del nulla osta che consentirà il rimpatrio nel Paese d’origine.

La tragedia riporta l’attenzione sull’importanza della presenza di personale formato e di dispositivi salvavita nei rifugi alpini. In questo caso ogni procedura prevista è stata applicata con tempestività: dall’immediata richiesta di soccorso all’utilizzo del defibrillatore fino all’intervento dell’elisoccorso.

Purtroppo, però, la gravità del malore non ha lasciato scampo all’escursionista tedesco, che ha perso la vita proprio quando ormai aveva raggiunto la meta della sua tappa.

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