Artigianato piemontese fra timidi segnali di ripresa e criticità
Indagine Confartigianato Il presidente Felici: «Gli istituti bancari devono comprendere l’importanza di concedere credito alle imprese artigiane»
Lettura 1 min.L’indagine congiunturale relativa al terzo trimestre del 2026 per il comparto artigiano del Piemonte evidenzia un trend in lieve miglioramento. I saldi previsionali restano prevalentemente in territorio negativo. L’indagine condotta dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte è stata realizzata utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di 2.250 imprese selezionate nei comparti di produzione e di servizi che rappresentano maggiormente l’artigianato del territorio.
Il saldo previsionale sull’andamento occupazionale registra un balzo significativo di circa tre punti percentuali, passando da -4,43 a -1,77 per cento. In leggera ripresa anche l’ipotesi di assunzione di apprendisti, che passa da -24,49 a -23,58 per cento.
La previsione sulla produzione totale migliora leggermente, passando da -17,61 a -17,02 per cento. Analogamente, il saldo per l’acquisizione di nuovi ordini sale da -20,65 a -20,22 per cento.
Si riduce la negatività anche per i nuovi ordini esteri, il cui saldo sale da -46,61 a -41,90 per cento. La percentuale di imprese che prevede un calo dell’export scende dal 49,49 al 47,20, mentre chi stima ordini costanti si attesta al 47,50 (rispetto al 47,63 precedente).
Cresce la propensione ad investire: la quota di aziende che non ha programmato investimenti scende dal 70,07 al 66,89 per cento.
Nota di attenzione per la regolarità dei pagamenti, la cui previsione scende dal 66,02 al 63,43 per cento, con ritardi stimati stabili al 33,87 % e anticipi che rimangono marginali (dallo 0,11 allo 0,65 per cento).
© RIPRODUZIONE RISERVATA