Ecodesign e nuove normative
L’invenduto può creare valore

Convegno. Gli aspetti dell’economia circolare, le testimonianze delle imprese, le soluzioni da mettere a terra e quelle che sono già percorribili

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L’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di economia circolare, gestione del tessile a fine vita e valorizzazione delle eccedenze produttive, ieri mattina a Magnolab è stato al centro di un focus partecipato. L’incontro, al quale hanno preso parte i responsabili di brand del lusso internazionali e delle aziende tessili italiane, è stato aperto da Giuliano Maddalena, Ad del Consorzio Safe che si è fatto promotore dell’appuntamento intitolato “Gestire l’invenduto creando valore”, patrocinato da Retex.Green, Confindustria Moda, Re.Crea e Camera Nazionale della Moda Italiana.

Le nuove disposizioni comunitarie, che nei prossimi mesi introdurranno obblighi sempre più stringenti in termini di tracciabilità, responsabilità estesa del produttore e gestione dell’invenduto (in quest’ottica il divieto di distruzione dell’invenduto entrerà in vigore già dopo la metà di luglio), avranno infatti un impatto significativo sulle aziende della filiera, richiedendo adeguamenti organizzativi nuovi.

E su questi aspetti, come emerso durante la mattinata dagli interventi dei diversi ospiti, il Biellese può fin d’ora offrire molto. Il distretto tessile rappresenta una delle eccellenze manifatturiere italiane ed europee consolidate, un ecosistema produttivo che da secoli coniuga innovazione e saper fare a qualità e competenze uniche.

Una visita a Magnolab, come di consueto, ha introdotto i partecipanti che ancora non conoscevano l’hub , alla realtà di Cerrione che ha messo in rete, caso unico in Europa, la filiera tessile.

Poi i lavori sono entrati nel vivo sulle principali criticità operative per le imprese e le opportunità offerte dai modelli di economia circolare che sono stati sviscerati attraverso il contributo di esperti e professionisti del settore, fra i quali anche i vertici di Marchi&Fildi, DbT Fibre, Techne90. Pattern, Tf2000, Ddop e, non in ultimo dall’Hub dei Consorzi per l’Economia circolare Safe.

Navigando in una sorta di mappa concettuale, è stato esplorato il regolamento dell’ecodesign, (che abbraccia l’intero ciclo di vita di un prodotto tessile dall’impiego delle materie prime, alla produzione, fino allo smaltimento e recupero), e le diverse possibilità di gestione che possono portare l’invenduto alla trasformazione in nuovi materiali o a un riciclo meccanico che genera nuovo filato. Sullo stesso palco si sono alternate le diverse esperienze con soluzioni da mettere a terra e vie percorribili già da ora.

Non è mancato un approfondimento sulla Rigenerazione (Redesign, trasformazione, riconversione del capo finito) e sugli aspetti legali e normativi, sui benefici fiscali e Esg con l’avvocato Mara Chilosi, che ha offerto la sua visione legale e normativa.

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