Economia & Società / Biella
Domenica 30 Novembre 2025
Fra le piramidi smoking e tight
“made in Biella”
Ettore Veronese con Concrete ha vestito la Cairo Opera Orchestra
É stato uno spettacolo memorabile, animato da ballerini, cantanti, musicisti e giochi di luce: la cerimonia d’inaugurazione del Gem, il Grande Museo Egizio, aperto a Giza, a un passo dalle Piramidi, è stata trasmessa in diretta dalla televisione di Stato araba con collegamenti in contemporanea a Tokyo, New York, Rio de Janeiro e Parigi. In ogni città orchestra e voci in «divisa» bianca, hanno accompagnato l’evento con gli abiti di Concrete, progettati da Ettore Veronese e dal suo team ai piedi del Mucrone.
«Sono legato a Concrete Fashion Group da oltre 15 anni di collaborazione – spiega il professionista biellese -. Il brand egiziano è un leader mondiale nel settore dell’abbigliamento di alta gamma e anche in questa occasione mi ha affidato la realizzazione degli outfit che hanno indossato i musicisti e il coro. Con l’azienda, ho sviluppato progetti importanti: l e divise di rappresentanza per le Olimpiadi del 2024 a Parigi, quelle della nazionale di calcio che ha giocato la Coppa del Nord Africa, oltre a una collaborazione costante per le linee Uomo, Donna e Bambino».
Per Concrete Fashion Group, Veronese ha disegnato la linea completa: mezzo tight e smoking per gli uomini; camicia e ampi pantaloni palazzo per le donne, vestendo tutti i componenti delle 5 orchestre che si sono esibiti nelle metropoli internazionali. In tutto 300 musicisti e cantanti oltre ai rispettivi direttori.
«Per questa collezione speciale abbiamo usato tessuti biellesi – prosegue -. Per i musicisti è stata scelta una stoffa in misto lana e lycra per rendere più elastici i capi e quindi funzionali ai loro movimenti. Abbiamo pensato anche agli accessori e ai gioielli creando una palette “luminosa” che andava dal bianco panna all’oro, come richiesto dalla regia. Il lavoro lo abbiamo iniziato già nel 2024 perché ogni abito è stato fatto rigorosamente su misura».
Il Gem, che ha aperto al pubblico a inizio novembre, su una superficie di 500 mila metri quadrati ospiterà 100.000 oggetti e reperti fra i quali la colossale statua di Ramses II, alta 12 metri, l’intero tesoro di Tutankhamon (riunito per la prima volta in un’unica esposizione) e ancora obelischi e migliaia di manufatti che raccontano millenni di civiltà lungo il Nilo. Concepita per ospitare l’incredibile eredità della civiltà dei faraoni, è la realtà espositiva più estesa al mondo ed è stata ribattezzato non a caso, «la quarta piramide» dopo quelle millenarie di Cheope, Chefren e Micerino, alle quali è collegata da un passaggio lungo due chilometri.
La Cairo Opera House, nella cornice suggestiva di Giza e in perfetta sincronia con i colleghi stranieri ripresi su grande schermo, ha eseguito brani scritti ad hoc dal compositore egiziano Hesham Nazih, mentre la direzione è stata affidata al maestro Nayer Naguì. Alle spalle dei 120 elementi, le quattro dirette che trasmettevano le esibizioni degli altri ensemble con la Tour Eiffel, la Statua della Libertà, il Cristo Redentore brasiliano e le armoniose architetture asiatiche sullo sfondo. Lo spettacolo ha visto protagonisti anche performer che hanno dato vita alla storia millenaria dell’Egitto, fra giochi di luce e laser che hanno illuminato il cielo notturno sopra il museo..
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