Imprese: l’anno che verrà

L’Uib chiude un 2023 “abbastanza positivo” e affronta il futuro a suon di progetti.

Finalmente l’Italia ha una legge che tutela e promuove l’eccellenza del Made in Italy. E la buona notizia si affaccia sul 2024. Votato il 20 dicembre, il provvedimento che si può definire tanto atteso quanto storico, interverrà per proteggere la crescita delle filiere strategiche nazionali, per contrastare la contraffazione e formare nuove competenze in vista delle sfide globali. Le prime ripercussioni positive si ritrovano già nel Biellese dove da gennaio i giovani potranno iscriversi al nuovo liceo del Made in Italy di Vallemosso, creato per tramandare le abilità fondamentali per la tradizione italiana e di conseguenza anche quelle che interessano il distretto della lana.

Su questi temi si concentrerà nel nuovo anno anche l’Unione Industriale che riunisce sotto il suo tetto un buon numero di imprese di casa (oltre 400) che rappresentano, insieme ad artigiani, al commercio e al terzo settore, il motore del territorio. Il Tessile, sul numero di associati Uib, copre il 40 per cento del totale con 164 aziende, seguito da un centinaio di imprese di Altri settori pari al 25 per cento, e quindi, in parti minori da Meccanotessile, Servizi innovativi, Turismo, e Alimentari e bevande. Prevale la dimensione entro i 100 addetti nell’83 per cento dei casi e anche per questo motivo l’attenzione ai temi della formazione, uno dei problemi più pressanti che affligge il futuro della filiera biellese, resta fondamentale per garantire stabilità agli organici, soprattutto quelli più ridotti.

In questa direzione l’Università degli Studi di Torino, Fondazione Crb, il Comune e Città Studi hanno firmato la convenzione ventennale per una nuova offerta formativa sulla quale il palazzo di via Torino ha disposto un finanziamento di 300 mila euro. «Si tratta di progetti strategici» commenta il presidente Giovanni Vietti che nel giugno 2024 concluderà il suo mandato al vertice dell’associazione.«L’Accademia Piemonte per il Tam e green Jobs, è uno dei temi importanti insieme ad altri che possono essere ulteriormente potenziati come lo sviluppo dell’Its Tam e, naturalmente, Città Studi».

Gli imprenditori guardano al futuro con molta cautela.

Dall’ultima indagine previsionale infatti, Biella registra un aumento marcato del pessimismo che interessa i primi mesi del 2024, con indicatori particolarmente negativi per quanto riguarda la produzione industriale, gli ordini e la redditività soprattutto per il settore tessile. Credito, investimenti, innovazione, transizione energetica e internazionalizzazione sono le parole chiave per la tenuta.

«Se il 2023 può essere chiuso con un bilancio abbastanza positivo, le previsioni per i primi mesi dell’anno da parte degli imprenditori sono pessimistiche» conferma Vietti. «Fatto che probabilmente si può imputare al perdurare dell’incertezza sugli scenari economici internazionali. Vorrei però guardare all’anno nuovo concentrandomi sugli aspetti positivi, che dimostrano la vitalità di un territorio capace di progettare iniziative concrete e ambiziose. Penso a progetti strategici per il Biellese e per le imprese che sono stati avviati o immaginati e che, nel 2024, potranno dispiegarsi. I collegamenti vengono prima di tutto ma nel futuro prossimo ci sono anche il Museo/Laboratorio del tessile, il Recycling Hub e il Polo di Innovazione tessile».

«In questo quadro evolutivo tracciato dal presidente Vietti appare evidente come trasporti e accessibilità al territorio siano fondamentali per attrarre e trattenere competenze di eccellenza” conclude il direttore Uib Pierfrancesco Corcione. «Il raddoppio della Trossi, da poco siglato in Provincia, va in questa direzione e segna un momento importante per le nostre infrastrutture. Si tratta di conseguenza di un segnale positivo che giunge dalla politica locale».

Un business plan pluriennale per Città Studi. A breve l’insediamento del nuovo direttore

Il Campus alle porte di Biella, di cui Uib è socio sostenitore, conta sul neo presidente Ermanno Rondi (delegato al Capitale umano di Confindustria Piemonte) e presto anche sul nuovo direttore generale individuato fra i manager italiani di miglior caratura che nel nuovo anno raccoglierà le sorti del polo formativo, strategico per il territorio.

«Nel cda di fine anno è stata definita una piattaforma di attività per tracciare lo sviluppo di Città Studi» spiega Rondi. «Nei prossimi mesi sarà messo a punto il percorso attraverso un business plan pluriennale che porteremo avanti con il nuovo direttore, la condivisione del consiglio e il supporto di tutti i partner, specialmente Fondazione Crb e Finpiemonte Partecipazioni, i due soci di riferimento. Vorremmo aprire un canale divulgativo per affrontare, attraverso corsi rivolti al territorio, temi innovativi quali Intelligenza Artificiale, modelli organizzativi, Euro digitale, ma anche culturali derivanti dalle esperienze del corso in Cultural Heritage. Sarà una Città Studi propositiva, nel e per il Biellese, ancora più aperta, rinnovata e tesa verso nuovi sviluppi».

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