In città lo store si reinventa come
luogo d’incontro

Artknit Studios. Lovisetto: «Proseguiamo. L’esperimento è positivo»

Paola Guabello

Dietro le due grandi vetrine dello store Artknit Studios, al civico 39 di via Italia, la luce cade sui maglioni piegati con precisione e accomodati sul tavolo rotondo al centro del negozio.

Alessandro Lovisetto, classe 1992, lo scorso inverno ha scommesso sul centro storico e non è un caso: Biella è la città dove Artknit Studios è nato nel 2018 e dove si trovano gli uffici del brand, con un team di una decina di persone. Dopo Milano, Roma, Parigi e Londra, quello di Biella è il quinto store del marchio, ma anche quello con il legame più stretto con le origini del progetto.

«A distanza di alcuni mesi dall’apertura, la risposta della città è stata nel complesso positiva» racconta Lovisetto. «In una prima fase ha prevalso la curiosità. Nonostante l’azienda sia nata qui, per anni Artknit Studios è rimasto soprattutto un brand digitale e non tutti conoscevano nel dettaglio il progetto».

Secondo l’imprenditore, l’approccio iniziale dei biellesi, è stato prudente: osservare le vetrine, entrare con cautela, capire di cosa si trattasse. Negli ultimi mesi però qualcosa è cambiato. Sempre più visitatori riconoscono il marchio visto altrove, soprattutto a Milano, oppure collegano i capi alle filature del territorio. Alcuni scoprono poi che parte della produzione coinvolge proprio aziende biellesi percependo anche un senso di appartenenza.

«Lo store era stato inizialmente pensato come un pop-up temporaneo, una fase di test per valutare la risposta della città. Dopo alcuni mesi, la decisione è stata quella di proseguire l’esperienza in modo stabile» prosegue Lovisetto. La sfida, tuttavia, è immaginare lo spazio senza limitarlo alla funzione commerciale. «L’idea è che possa diventare anche un luogo di incontro: piccoli eventi, conversazioni pubbliche, momenti dedicati ai temi della sostenibilità, della manifattura e del design».

E non a caso si sta creando una dinamica spontanea. «Il sabato mattina, il negozio sta iniziando a funzionare come punto di ritrovo informale: passano amici, conoscenti, ci si ferma a parlare. In prospettiva non escludo che lo spazio possa evolvere ulteriormente, magari integrando anche qualcosa di più informale, come una piccola caffetteria» spiega.

Il rapporto con il territorio, in effetti, per Lovisetto è centrale. Biella è da oltre un secolo uno dei principali distretti tessili europei e questa eredità continua a influenzare il lavoro dell’azienda. L’imprenditore sottolinea l’esistenza di una cultura tecnica molto diffusa: imprese, filature e lavoratori che da generazioni operano nella lavorazione della lana e che sono in grado di riconoscere rapidamente la qualità di un filato o di un capo finito. E per il brand questo contesto rappresenta anche uno stimolo: confrontarsi con un pubblico competente, abituato a valutare materiali e lavorazioni, impone un alto livello di coerenza tra il racconto del prodotto e la sua qualità reale.

«Aprire uno store a Biella, dopo città come Milano, Parigi o Londra, cambia inevitabilmente la natura del rapporto con i clienti - conclude -. Nelle grandi capitali il marchio viene scoperto soprattutto da una comunità internazionale; qui il confronto è più diretto. Non è raro che entrino persone che lavorano nel tessile da decenni e che pongono domande molto specifiche sulle fibre o sui processi di filiera. E’ un aspetto che considero centrale: Biella ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del tessile e, se Artknit Studios potrà contribuire anche in minima parte a riportare qui un’idea contemporanea di creatività e manifattura, significherà che il progetto sta procedendo nella direzione giusta».

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