Indagine previsionale Uib, Barberis Canonico: «Lieve miglioramento»
Congiuntura. «Le nostre imprese continuano a dimostrare capacità di reazione»
Lettura 2 min.L’indagine congiunturale realizzata da Unione Industriale Biellese rispetto alle previsioni degli imprenditori sul quarto trimestre 2026 registra nel complesso un lieve miglioramento rispetto al periodo precedente.
Ecco il saldo fra pessimisti e ottimisti dei principali indicatori sulle previsioni degli imprenditori biellesi dell’industria manifatturiera e del terziario per il quarto trimestre 2026.
Risulta positivo l’indicatore per l’ occupazione: 8,2 per cento (era 8,1 per cento lo scorso trimestre),
Per quanto riguarda la produzione totale si torna in territorio positivo: 3,7 per cento (era -7,4 per cento lo scorso trimestre); migliorano le attese sugli ordini: 6,7 per cento (era a -6,7 per cento lo scorso trimestre). La redditività vede la prevalenza dei pessimisti -9,7 per cento (era a -12,6 per cento lo scorso trimestre)
A commentare l’indagine è Paolo Barberis Canonico, presidente di Unione Industriale Biellese.
«Le previsioni degli imprenditori per questo trimestre indicano un lieve miglioramento rispetto al periodo precedente, con una ripresa dell’ottimismo rispetto a ordini e produzione: se le prospettive per l’occupazione restano stabili, quelle sulla redditività continuano a restare in area negativa. L’indagine previsionale riflette i timori per una fase internazionale che continua ad essere particolarmente complessa, caratterizzata da instabilità geopolitica, incertezza economica e costi energetici in costante aumento. In questo contesto, le nostre imprese continuano a dimostrare grande capacità di reazione, sostenendo con risorse proprie uno sforzo sempre più gravoso per preservare competitività, occupazione e investimenti. Tuttavia, il peggioramento delle aspettative sulla redditività evidenzia come questa forza non possa essere considerata illimitata. L’economia ha bisogno di certezze e di un quadro normativo che favorisca strategie di medio e lungo periodo, anziché ostacolarle. Oggi più che mai è necessario mettere la politica industriale al centro dell’agenda nazionale ed europea, riconoscendo il ruolo fondamentale dell’industria come motore di sviluppo, innovazione e benessere per i territori».
Confindustria Piemonte: preoccupano i rincari di energia e carburante
Dall’indagine congiunturale di Confindustria Piemonte, che raccoglie le risposte arrivate da circa 1.200 imprese nel mese di settembre, arrivano attese in miglioramento per occupazione (saldo ottimisti/pessimisti pari a +10,7 per cento, +4,4 punti), produzione (+6,7%, +4,4 punti) e ordini totali (+5,5%, +3,9 punti). Restano negativi, ma in recupero, i saldi di export(-1,5) e redditività (-6,1). Come già in passato, il traino arriva dal terziario (produzione +16, ordini +15,7), ma l’industria torna in terreno positivo sulla produzione (+2,3%, dopo il -1,5% del terzo trimestre) pur continuando a soffrire sul fronte dei margini (-10,7%). Sale lievemente la propensione a investire, che interessa il 74,8% delle rispondenti (+1,2 punti. Il tasso di utilizzo di impianti e risorse resta stabile al 77,6 per cento, mentre scende leggermente il ricorso alla CIG, attivata dal 7,5 per cento dei partecipanti all’indagine (-0,5 punti) e dal 10 per cento delle imprese manifatturiere. Torna a crescere in modo marcato la preoccupazione per i costi. Il 77 per cento delle imprese prevede aumenti significativi dei prezzi dell’energia, il dato sale di 20 punti rispetto al trimestre precedente, con una quota che sale all’80 per cento nell’industria. In aumento anche le attese di rincari per materie prime (64 per cento, +7,9 punti) e logistica e trasporti (74,7%, +10,8 ). Nelle risposte delle imprese all’indagine, si conferma lo scostamento tra le attese delle aziende di grandi dimensioni (con oltre 50 dipendenti) che esprimono attese sulla produzione più favorevoli (saldo +9,1), rispetto a quelle più piccole, che si rivelano più caute (saldo a +5,6).
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