La cerimonia d’apertura di Filo66. Foto
Mercoledì stand aperti dalle 9 alle 17
Lettura 1 min.Si è svolta martedì 15 settembre a Fiera Milano Rho - Padiglione 24 la cerimonia di apertura della 66ª edizione di Filo, dal titolo: “Tessere il Futuro: l’equilibrio per una filiera tessile e moda più forte, più competitiva”.
«Il tema di una filiera sempre più unita, innovativa e responsabile è una delle sfide principali per il futuro del tessile-moda. E la discussione nel corso della Cerimonia di apertura ne ha evidenziato le sfaccettature, le opportunità di crescita e di innovazione, interrogandosi su quale sia il punto di equilibrio - un equilibrio sempre dinamico, come ha sottolineato Sergio Tamborini - che possa renderla più compatta, forte e competitiva» si legge in una nota di Fiera.
La relazione introduttiva è stata svolta da Paolo Monfermoso, responsabile di Filo: «Il settore attraversa un momento complesso, con situazioni che variano da azienda ad azienda. Per quanto riguarda Filo, sia il numero degli espositori di questa 66a edizione, che è in linea con l’edizione di febbraio, e le presenze di buyer già registrate stamani fanno sperare in buoni risultati»-
Mentre Pier Francesco Corcione, direttore generale dell’Unione Industriale Biellese, ha affermato: «Questa edizione di Filo conferma il valore delle fiere B2B come strumenti concreti di sviluppo per le imprese: in un mercato che richiede sempre maggiore capacità di innovazione e collaborazione, è fondamentale creare occasioni di incontro qualificate. Filo mette al centro la filiera tessile, favorendo il dialogo tra tutti i suoi protagonisti e valorizzando competenze, sostenibilità e ricerca. E dalla forza della filiera che nasce la competitività del settore, ed è questo il patrimonio che la nostra manifestazione continua a promuovere e rafforzare: le imprese»-.
Presente il presidente della Provincia di Biella Emanuele Ramella Pralungo: «Sono particolarmente felice di essere qui a Filo, una fiera che propone l’eccellenza dei filati e del Made in Italy. Da politico e da amministratore, sono convinto che il Made in Italy vada preservato concretamente, affrontando le problematiche che il settore incontra ricercando soluzioni quanto più possibile condivise. Sono convinto che riunire le categorie intorno a un tavolo sia sempre il modo migliore e più veloce per arrivare a una sintesi su problemi complessi. Velocizzare le decisioni significa anche saper riconoscere che a volte è meglio affidarle all’ente più vicino al territorio, come le province, invece che centralizzarle».
La seconda parte della Cerimonia di apertura di Filo66 è stata dedicata alla discussione della tavola rotonda moderata da Laura Ricardi, responsabile ufficio stampa Uib. Nella sua introduzione, Ricardi ha citato numeri che spiegano la centralità del tessile-abbigliamento italiano: il settore rappresenta circa il 30% della produzione europea, confermandosi il principale produttore dell’Unione europea, il secondo esportatore europeo e il quinto mondiale. Il fatturato nel 2025 è stato di 58,39 miliardi, con circa 37.500 imprese e più di 372mila addetti. Dai dati, si è poi passati alla discussione, a partire dalle domande di Ricardi, che si incentrano in sintesi sulla questione: “Equilibrio della filiera: cosa significa? Come trovare un punto ottimale di bilanciamento tra diversi fattori per mantenere la filiera compatta, competitiva e forte?”.
La fiera si chiuderà mercoledì 16 settembre.
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