La festa dopo l’orale supera i limiti, decine di bottiglie davanti all’Itis

Festeggiamenti e maleducazione. Spumante, farina, uova e cartacce all’uscita dei ragazzi. Il preside: «La cosa più triste è constatare che in tali “spettacoli” spesso sono attivi i genitori»

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L’educazione, ma soprattutto il rispetto del lavoro e degli spazi altrui si insegnano sui banchi di scuola e prima ancora tra le mura domestiche. Ma, a 19 anni, dovrebbero essere concetti ben chiari nella testa dei ragazzi che, affrontata e superata la prova di maturità, si apprestano a entrare nel mondo adulto.

Evidentemente non è così per le decine di maturandi che, noncuranti del lavoro che avrebbero dato in primis ai collaboratori scolastici, hanno abbandonato decine di bottiglie di spumante sparse fuori da scuola. Il tutto spesso sotto gli occhi dei propri genitori.

La foto in pagina si riferisce all’ingresso dell’Itis Quintino Sella di Biella.

Ma la festa dei maturandi attesi fuori da scuola dopo l’orale da amici e parenti è diventata ormai una consuetudine irrinunciabile, con tanto di bagno di spumante condito da farina, uova e coriandoli.

Un mix che lascia le scale delle scuole e le aree antistanti intrise di un mix che genera odore nauseabondo per giorni.

Alcuni istituti hanno più o meno preso le distanze da questa forma di festeggiamento un po’ sopra le righe, altre hanno chiesto ai propri studenti di festeggiare in luoghi meno visibili e “trafficati” rispetto all’ingresso dell’istituto. Nessuno di fatto può vietare ai ragazzi di festeggiare sul suolo pubblico.

La discussione non è tanto sulla voglia e sulla legittimità dei ragazzi di divertirsi, ma sulle modalità.

Chi ha messo in discussione il “fantastico” baccano generato dal corteo dei ragazzi in occasione della Giornata dell’arte lo scorso 11 giugno o il raduno di oltre 200 ragazzi la sera prima dell’inizio della maturità, non ha forse rispetto verso una generazione alla quale bisogna pur concedere momenti di svago, sempre nel rispetto delle regole. D’altra parte chi non è stato giovane coltivando quella sana voglia di fare festa fino a notte fonda senza pensare al domani. Ma se è tollerabile la voglia di festeggiare, non lo è se questa valica i limiti del rispetto.

Per dovere di cronaca le decine di bottiglie sparse fuori dall’Itis sono state messe poi una vicino all’altra da un gruppo di maturandi in attesa di un compagno impegnato negli orali. Ragazzi che non hanno voluto essere nominati né comparire, ma ai quali evidentemente è ben chiaro il concetto di rispetto.

E dire che fuori dall’Itis, attaccati alle colonne dell’ingresso, già da qualche giorno è presente un avviso del dirigente Tiziano Badà: «Per motivi di sicurezza, igiene e tutela degli spazi scolastici, è vietato lanciare, versare o spargere coriandoli, uova, farina, bevande alcoliche o altri materiali e liquidi durante i festeggiamenti per il termine dell’Esame di Stato. Il divieto si applica all’ingresso della scuola, nell’atrio, sulle scale e nelle aree di pertinenza, al fine di prevenire situazioni di pericolo, scivolamenti e cadute».

Il post festa di ieri ha visto la presa di posizione netta da parte del dirigente scolastico dell’Itis: «Si tratta di una pessima usanza, che dopo l’epidemia di Covid è ulteriormente peggiorata, al punto che nessuna scuola ne è “immune”. Quel che è paradossale, è che i responsabili di comportamenti così incivili sono proprio quegli studenti che da pochi istanti sono stati dichiarati maturi. E la cosa più triste è dover constatare che in tali “spettacoli” sono spesso attivi in prima persona i genitori, cioè coloro i quali dovrebbero badare all’educazione dei propri figli. Da parte nostra, abbiamo applicato vari cartelli all’esterno della scuola per richiamare i ragazzi a comportamenti civili, ma per il resto possiamo fare ben poco, visto che tali azioni si tengono fuori dalla scuola e su suolo pubblico, sul quale non abbiamo alcun margine di intervento».

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