La micro-architettura dove si respirano
le api e si combatte lo stress
Progetto. Hexa è un ecosistema abitativo progettato da RiceHouse con materiali naturali. Connessa a due alveari offre un’esperienza multisensoriale a misura d’uomo
Due alveari, il ronzio armonico delle api che entrano ed escono instancabili, il profumo della propoli in una micro architettura che può accogliere fino a 6 persone. Si chiama Hexa il progetto firmato RiceHouse che sembra uscito da un incrocio tra design, ecologia e ricerca sul benessere. Non una semplice e piccola casa, ma un vero e proprio ecosistema abitativo collegato alle arnie, che prova a riscrivere il rapporto tra uomo e natura, partendo da un elemento tanto piccolo quanto fondamentale: le api. Perché le api non sono solo simbolo di equilibrio naturale, ma bensì indicatori cruciali della salute degli ecosistemi.
Il team guidato da Tiziana Monterisi e Alessio Colombo insieme ad Apicoltura Urbana, ha realizzato una struttura compatta, prefabbricata in legno e materiali derivati dagli scarti della filiera del riso così da trasformare la circolarità ambientale in esperienza sensoriale.
«Ciò che rende unica Hexa è ciò che accade al suo interno - spiega Monterisi - chi entra respira in un ambiente vivo, in relazione diretta con un alveare e con le pratiche dell’apiaromaterapia e l’apisound. Negli ultimi anni, la ricerca sul benessere ha mostrato un crescente interesse verso ambienti multisensoriali naturali e il cosiddetto nature-based healing,ovvero la cura attraverso il contatto con elementi naturali che controbatte allo stress urbano. Hexa si inserisce proprio in questa tendenza. Abbiamo voluto creare uno spazio capace di favorire rilassamento, concentrazione e recupero psicofisico».
In queste settimane ad Andorno, dove ha sede RiceHouse, sono stati fatti test, misurazioni con un naturopata e ingegnere dei materiali, con un tecnico dell’aria per la misurazione di CO2, che hanno prodotto valutazioni e dati scientifici.
«Siamo entrati noi stessi e lo staff per “capire” meglio Hexa. Si ha beneficio cardiovascolare e respiratorio: la propoli è un antibiotico naturale che le api producono da aprile a ottobre. Ci si può dunque rinforzare per l’inverno. Il feedback ogni volta è stato positivo. Tutta la struttura è realizzata con materiali che provengono dagli scarti del riso, compreso il nostro “Intonachino” che ha vinto il Compasso d’oro. Un materiale che assorbe gli inquinanti che ci portiamo appresso senza rendercene conto. Esporremo questo primo prototipo a Milano venerdì 17 nel quartiere di Cascina Merlata, un’area progettata come laboratorio di sostenibilità urbana. Qui la nostra micro-casa sarà accessibile alla comunità, offrendo esperienze gratuite di apiterapia e riportando al centro un tema spesso trascurato: la biodiversità in città. Resterà aperta al pubblico fino al 14 giugno e registreremo le esperienze di chi vi entra per validare il nostro progetto».
Ma Hexa rappresenta qualcosa di più di un’installazione temporanea. È una proposta culturale, la stessa che guida la filosofia di RiceHouse da sempre: abitare in modo diverso, costruire con materiali che rigenerano anziché consumare, e riconoscere che il benessere umano è inseparabile da quello dell’ambiente. Bioarchitettura è la parola chiave, dove la tecnologia diventa profondamente innovativa con una forte consapevolezza progettuale. E forse è proprio qui il punto più interessante: Hexa non inventa nulla di completamente nuovo, ma mette insieme elementi antichi, il legno, il riso, le api, in una visione contemporanea.
Uno degli ambiti in cui Hexa potrebbe avere maggiore impatto è quello dell’ospitalità. Hotel di fascia alta, agriturismi e spa alla ricerca di esperienze distintive capaci di andare oltre il semplice soggiorno, potrebbero proporre una «stanza del benessere» alternativa. «Ma si possono immaginare, come già avvenuto ad Andorno, applicazioni anche nel mondo del lavoro oltre che nelle comunità urbane. Piccoli moduli di apiterapia potrebbero essere inseriti negli ambienti aziendali come spazi di decompressione mentale, contribuendo a ridurre stress e burnout» conclude Tiziana Monterisi.
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