Lanecardate: il bilancio di sostenibilità mette le persone al centro dell’azienda
Gruppo VBC. Una filiera completamente tracciabile e sottoprodotti recuperati al 100 per cento. Il ricordo di Pio Bianchi Maiocchi e Alberto Barberis Canonico, mentori esemplari
Lettura 2 min.Trentasei dipendenti, un capannone di 6.760 metri quadrati e un mercato al quale è prevalentemente destinata la maggior parte della produzione di filati che parlano la lingua del lusso. Ma soprattutto, una filiera completamente tracciabile. Lanecardate, realtà tessile fra le più solide del distretto biellese, ha pubblicato il bilancio di sostenibilità 2025, motivo di particolare orgoglio.
Pur essendo di medie dimensioni rispetto ai grandi gruppi industriali che normalmente adottano questi strumenti di rendicontazione, l’azienda ha scelto di formalizzare e condividere il proprio impegno verso persone, ambiente e territorio con l’obiettivo di essere «un esempio concreto per tutte quelle imprese che ogni giorno operano con responsabilità e coerenza, dimostrando che sostenibilità significa innanzitutto “fare meglio ciò che si sa fare bene” e avere il coraggio di esporlo in modo trasparente».
Nell’anno già concluso, il valore della produzione è arrivato a 15,6 milioni di euro (+2,8% sul 2024) in un mercato sempre più difficile. I costi esterni sono scesi del 2,9%, il margine operativo lordo è al 12,9% del fatturato e circa il 54% del valore aggiunto è andato al personale. L’azienda è controllata al 57,33% dal Lanificio Vitale Barberis Canonico è proprietaria al 100% della Manifattura di Ponzone.
La riflessione pubblicata sulle pagine del documento è dell’amministratore delegato Massimo Montanaro: «L’andamento del 2025 è stato caratterizzato da una palpabile incertezza e da un marcato nervosismo, specchio di una situazione piegata dai conflitti mondiali ma che tuttavia ci ha saputo regalare, oltre al mantenimento delle quote di mercato, anche un pur sempre benvenuto incremento di fatturato».
In filatura è stata rinnovata parte dei macchinari per avere lo stesso livello operativo su tutta la linea in modo da ottenere consumi sensibilmente più bassi. In carderia sono arrivate le nuove pese elettroniche e il divisore a lacciolo unico, per un ulteriore salto di qualità sui processi produttivi.
Lanecardate compra la lana sucida direttamente alle aste australiane e sudafricane. La fibra passa dalla Pettinatura Lane di Romagnano Sesia alla tintoria di Ponzone, per approdare in filatura a Cossato. La gestione integrata della filiera garantisce dunque la tracciabilità di ogni lotto dalla fattoria in poi.
Sul fronte ambientale, l’azienda prosegue il proprio percorso di riduzione degli impatti attraverso l’impiego di energia da fonti rinnovabili, interventi di efficientamento energetico e una logistica di prossimità che limita le emissioni legate al trasporto. Nel 2025 oltre il 30% del fabbisogno energetico aziendale è stato coperto dall’impianto fotovoltaico, mentre tutta l’energia elettrica acquistata è stata garantita da certificati di origine rinnovabile.
Zero rifiuti pericolosi, sottoprodotti recuperati al 100%, tra riuso interno e rivendita ad altri filatori.
Le persone rappresentano tuttavia l’elemento centrale della strategia aziendale. In organico il 47% è rappresentato dalle donne, tutti i collaboratori hanno un contratto a tempo indeterminato con un’età media attorno ai 50 anni, ma il ricambio generazionale resta la partita più importante da giocare: quattro gli apprendisti in ingresso nel 2025.
Intanto sul tavolo ci sono le nuove norme europee, la responsabilità di filiera su diritti umani e ambiente, la tracciabilità di prodotto e ancora, la certificazione Rws dell’unico filato che ancora non la possiede.
Il 2025 è stato purtroppo anche un anno doloroso che ha portato via il fondatore, Pio Bianchi Maiocchi, e Alberto Barberis Canonico, socio attraverso il lanificio Vbc. Montanaro, nel suo intervento di apertura, li ricorda come mentori e richiama i principi di sempre: correttezza, sincerità, trasparenza, sostenibilità.
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