L’ente camerale Alto Piemonte riparte
dal nuovo quinquennio

Alessandro Ciccioni: «Il Biellese potrebbe sfruttare di più le potenzialità di quadrante. Imparare a condividere meglio è un capitolo da migliorare per tutti e 4 gli attori»

La squadra che affiancherà il neo presidente Angelo Santarella alla guida della Camera di Commercio (9 membri, espressione di tutte le aree provinciali che compongono il territorio) conta su Paolo Carrà (per il settore Agricoltura); Elena Bona, Alessandro Ciccioni e Carlo Robiglio (Industria); Michele Giovanardi e Amleto Impaloni (Artigianato); Giacomo Ferraris (Commercio); Massimo Sartoretti (Turismo) e Simone Capra (Servizi alle Imprese).

«Il tavolo di governo nasce con l’obiettivo di tradurre le sfide di oggi in traiettorie di crescita sostenibile per l’intero tessuto imprenditoriale» spiega il presidente. «La nostra priorità sarà tracciare una rotta chiara e pragmatica per affiancare le imprese in un panorama internazionale caratterizzato da una forte complessità strutturale».

Carrà, Ciccioni, Giovanardi e Sartoretti per il prossimo quinquennio ricopriranno la carica di vicepresidente: «Non una semplice ripartizione di ruoli, ma una scelta strategica per garantire una presenza capillare e una visione rappresentativa dei diversi settori produttivi e delle specificità territoriali del quadrante» aggiunge Santarella.

Alessandro Ciccioni, ha accolto la conferma con soddisfazione per la rinnovata fiducia. L’imprenditore biellese ha tenuto per 5 anni la presidenza dell’ente quando si era accorpato con Vercelli subentrando ad Andrea Fortolan (alla guida camerale della sede di Biella). «Sono entrato al vertice quando abbiamo unito le due camere. Fu un accorpamento volontario poiché sapevamo che era imminente la riforma. Nel 2020 c’è stato un ulteriore passo verso il quadrante: il segretario generale, Gianpiero Massera, era biellese, la sede legale venne trasferita a Vercelli e la presidenza fu data a Novara e a Fabio Ravanelli. Il suo è stato un governo molto equilibrato e attento ai territori. Furono infatti individuati 4 vice con il preciso scopo di rappresentare il mondo delle imprese: industria, che mi fu affidata, artigiani, agricoltura e commercio» spiega Ciccioni, approdato nel sistema camerale all’alba della riforma che prevedeva la riduzione a 60 enti. Per chi era al di sotto delle 75 mila imprese la strada era segnata dall’accorpamento, un percorso che ha portato il nuovo quadrante dell’Alto Piemonte a essere la seconda realtà della regione subalpina.

Oggi con Ciccioni, opereranno nel comparto industria anche Carlo Robiglio ed Elena Bona, purtroppo l’unica donna seduta al tavolo di regia. «Metto a disposizione l’esperienza maturata in questi dieci anni, Questo nuovo mandato appartiene a un team coeso, formato da imprenditori di rilievo: insieme affronteremo con slancio le sfide che ci attendono per tradurle in risultati concreti».

Durante la prima vicepresidenza Ciccioni aveva portato in dote il logo della nuova Camera di Commercio disegnato da Pistoletto, quale valore aggiunto biellese che ben rappresentava l’alleanza dei 4 territori. «Con l’accorpamento il contributo camerale richiesto alle imprese si era dimezzato; abbiamo affrontato una rigidità di bilancio le cui risorse bastavano per l’automantenimento degli enti. Ma nel frattempo abbiamo guadagnato in stabilità; è stato creato un ente più che mai efficiente, che ha messo le specifiche competenze di ognuno a fattor comune. Negli anni efficientando gli uffici abbiamo riacquisito capacità di spesa e oggi possiamo restituire ai territori progettualità importanti. L’Alto Piemonte con la sua vicinanza strategica a due città metropolitane ci rende determinanti».

Se da un lato si è andata in parte perdendo la concentrazione sul territorio, i grandi progetti interprovinciali ora trovano sponda adeguata.

«Il Biellese è servito puntualmente dagli sportelli dell’unità locale che è stata salvaguardata quanto gli altri presidi. I servizi sono erogati regolarmente anche se la loro elaborazione avviene in altra sede. Abbiamo inoltre mantenuto le partecipazioni strategiche all’interno degli enti del territorio: Atl, iGal, Funivie, Città Studi e Its Tam e non in ultimo i Distretti del Cibo istituiti di recente. Questo per evidenziare che non c’è stato abbandono dopo l’accorpamento».

Ma ciò che non è ancora cambiato a dovere, è il concetto di sinergia fra le 4 province.

«Il Biellese potrebbe sfruttare maggiormente le potenzialità del quadrante per tessere relazioni al di fuori dei suoi confini. Condividere di più e meglio è ancora un capitolo da migliorare un po’ per tutti gli attori che hanno purtroppo un senso dell’autonomia molto sviluppato. Ancora oggi, dopo 5 anni, la percezione del “concetto Regione” non è molto forte ed è un peccato perché senza fare rete, le opportunità si disperdono. Mi auguro che con il nuovo mandato anche questo aspetto si possa migliorare».

Il nuovo Consiglio, ora, darà avvio alla stesura del Piano strategico pluriennale. «Ci metteremo al lavoro a breve in continuità con il percorso già compiuto, anche perché le nostre attività sono in compartecipazione.con UnionCamere regionale, partner e referente importante».

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