Economia & Società / Biella
Domenica 25 Gennaio 2026
Milano Unica chiude la tre giorni in attivo
e un record di stranieri
Salone tessile Francia (+8,5%) e Usa (+13,5%) sono risultati i due Paesi complessivamente più rappresentati. In crescita Corea, Germania e Giappone
Un minuto di silenzio in ricordo di Valentino Garavani ha aperto ufficialmente la 42ª edizione di Milano Unica, in occasione della cerimonia inaugurale. Un avvio dal forte valore simbolico per un salone che, edizione dopo edizione, consolida il proprio ruolo di riferimento internazionale per i tessuti e gli accessori d’alta gamma.
Mu si è conclusa con un aumento della partecipazione di buyer internazionali. Francia (+8,5%) e Usa (+13,5%) sono risultati i due Paesi complessivamente più rappresentati; in crescita anche la presenza divisitatori provenienti da Corea (+10%), Canada (+6,6%), Germania (+8%), Giappone (+2,4%), mentre Gran Bretagna e Spagna confermano le importanti presenze dell’edizione di febbraio 2025.
L’expo, durante il quale sono state presentate le collezioni primavera/estate 2027, ha registrato anche numeri in crescita sugli stand: 730 espositori complessivi, in aumento rispetto a febbraio 2025, con una presenza europea che segna un +25%. Un risultato che conferma l’attrattività della manifestazione e la sua capacità di intercettare l’interesse dei principali clienti italiani e internazionali, in una fase ancora complessa per il settore moda.
Canclini ha rivendicato il percorso compiuto dal salone, sottolineando come le ultime due edizioni siano state le migliori di sempre e abbiano rafforzato una squadra compatta tra imprenditori. Al centro della visione, due priorità strategiche: coinvolgere maggiormente i giovani, per non disperdere competenze e visioni fondamentali per il futuro, e valorizzare il ruolo dei tessuti come elemento chiave del prodotto moda. «Siamo produttori di bellezza - ha ricordato - con le mani e con la testa», richiamando flessibilità, qualità e leadership sulla sostenibilità come tratti distintivi della filiera italiana.
Guardando al contesto economico, il presidente ha confermato che il 2025 è stato migliore del 2024 e ha indicato nell’accordo Mercosur un segnale positivo per l’export. «Dobbiamo essere più aggressivi sui mercati - ha aggiunto - forti di una filiera legale e certificata», ribadendo l’attesa per una rapida attuazione della direttiva Epr sul riciclo, considerata una svolta strutturale per il settore.
In auditorium si è poi aperto un dibattito sull’importanza strategica della filiera dalla materia prima al capo finito. Tutti concordi (Stefania Saviolo, dipartimento Management e tecnologia università Bocconi; Luca Solca, Managing director di Sanford C. Bernstein Schweiz; Simone Marchetti, direttore Vanity Fair Europa e Claudio Marenzi, ceo di Herno e Montura) che la domanda di trasparenza, il racconto, ricerca e qualità siano essenziali per rendere comprensibile l’eccellenza del made in Italy. In un contesto segnato da incertezze geopolitiche e nuove sensibilità generazionali, vincono prodotti di alta qualità a prezzi più accessibili, capaci di unire performance, sostenibilità anche umana e competenza manifatturiera. Il valore distintivo italiano resta nella capacità di pensare il prodotto, non solo di realizzarlo. E’ stato poi il viceministro Valentino Valentini a chiudere la tavola rotonda.
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