Prestazioni aggiuntive, l’allarme della Cgil:
«Sono state sospese»

Cristina Martiner Bot: «Dal 1 febbraio è stato interrotto il progetto di abbattimento delle liste d’attesa». L’Asl: «È una fase di programmazione»

A fine gennaio la Regione ha annunciato uno stanziamento di 35 milioni di euro per erogare nel 2026 altre prestazioni aggiuntive con l’obiettivo di abbattere le liste d’attesa in Piemonte. «Peccato che dal 1 febbraio l’Asl di Biella abbia sospeso il progetto e le prestazioni aggiuntive non siano più erogate» dice Cristina Martiner Bot, segretaria del sindacato Cgil-funzione pubblica. «Per Biella ci risulta siano previsti 318mila euro, fondi sufficienti a finanziare solo due mesi di prestazioni aggiuntive. Ma l’Asl biellese ha interrotto il progetto, a differenza, per esempio, dell’Asl di Vercelli che invece ha anticipato i fondi per tre mesi».

«Ad oggi risultano forti criticità nei tempi di attesa per la diagnosi di neurologia (si parla di un anno)» sottolinea Martiner Bot «per esami di radiologia (mediamente 200 giorni) e per la prima visita oncologica, che richiede oltre 3 mesi di attesa. Alcune specialità come orto-trauma, otorino e urologia, attraverso il progetto di abbattimento delle liste d’attesa, erano rientrati nei tempi prescritti. Ma con questa sospensione rischiano fortemente di non confermare gli ottimi risultati raggiunti».

«L’Asl di Biella, così come le altre aziende sanitarie, sta lavorando parallelamente e di concerto con la Regione per portare avanti l’attività delle prestazioni aggiuntive» spiega la direzione dell’azienda sanitaria biellese «avviata già lo scorso anno con risultati molto positivi. È vero, come affermato da Cgil, che in queste settimane si stanno facendo alcune valutazioni in merito alla programmazione delle attività dei prossimi mesi. Ma questa fase costituisce un momento fondamentale, perché serve per arrivare a una sintesi di opzioni e risorse che garantiranno ai cittadini la migliore offerta possibile per il 2026. Sono infatti in corso interlocuzioni sindacali, aperte su più piani, nazionale, regionale e locale».

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