Progetto per il riso della Baraggia.
L’unica Dop italiana

C’è un filo che lega tradizione agricola e innovazione imprenditoriale, che dalle risaie tra Biellese e Vercellese arriva fino a un barattolo di vetro dal design contemporaneo.

È su questo equilibrio che nasce laBalocchina, startup che ha sede a Massazza, costruita attorno a un’idea semplice quanto ambiziosa: valorizzare il riso piemontese dando una svolta al prodotto. Non solo la qualità della materia prima, ma anche il modo in cui viene raccontata e utilizzata, dove packaging curato ecofriendly e praticità diventano parte integrante dell’esperienza. In questa direzione vanno sia la recente certificazione Dop sia il brevetto per il modello di tappo dosatore, pensato per semplificare il consumo domestico.

Il progetto oggi si inserisce infatti nell’ecosistema della Dop Riso di Baraggia, unica denominazione di origine protetta del riso in Italia, che coinvolge 28 Comuni e circa 20mila ettari di risaie. Un patrimonio agricolo e culturale ancora poco valorizzato, nonostante l’Italia rappresenti circa il 50% della produzione europea. La sfida, allora è quella di rafforzare la riconoscibilità di questa eccellenza, anche attraverso nuovi modelli di impresa e comunicazione.

«La società è nata partendo da un nuovo logo e da un’immagine coordinata. Ho pensato a un barattolo di vetro con dosatore sul quale abbiamo fatto test di mercato e ricevuto feedback positivi. Così è partita la nostra storia imprenditoriale» racconta Edoardo Ferla.

Accanto alle varietà tradizionali (Carnaroli e Baldo) laBalocchina ha sviluppato una linea di preparati per risotti, senza conservanti né glutammato, per rispondere a un mercato sempre più orientato alla praticità. «Il riso infatti ha un handicap: la sua preparazione è complessa e non riesce a competere con la pasta, soprattutto se si va fuori dalla tradizione italiana. Per un americano far la pasta in pochi minuti fa la differenza su una ricetta in cui devi tostare, fare un soffritto e il brodo e poi vigilare la cottura».

L’azienda sperimenta oggi nove varianti di preparati, dal tartufo ai funghi o allo zafferano fino a gusti più innovativi come limone e rosmarino, e ha ampliato i formati per arrivare al canale ristorazione. I risultati confermano la validità del percorso: nell’ultimo anno il fatturato è cresciuto dell’80%, con aperture verso mercati come Germania e Canada e con contatti avviati negli Stati Uniti, anche grazie alla certificazione Fda.

«Con l’inizio dell’anno dopo la certificazione Dop, che era fondamentale e quella per vendere in Usa della Food and Drug Administration, la società ha ottenuto il brevetto per il nostro tappo dosatore. Abbiamo investito per proteggere questa nostra “invenzione” che dà facilità di utilizzo, evitando di misurare con pugni o bicchieri. All’estero è stato molto apprezzato perché il valore del packaging incide sul prodotto».

Con un team giovane under 33 e una strategia orientata all’internazionalizzazione, laBalocchina guarda ora alle prossime fiere europee, da Londra a Parigi. Sullo sfondo resta una convinzione: «Il riso della Baraggia può diventare una delle vere bandiere dell’enogastronomia biellese nel mondo, a patto di rafforzare la collaborazione tra imprese e territorio e di investire sempre più in filiera, qualità e racconto» conclude Edoardo Ferla.

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